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Grosseto

«I nostri figli non si muovono da lì»

<strong>RUGGINOSA. </strong>La scuola materna che potrebbe essere spostata
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RUGGINOSA. La scuola materna che potrebbe essere spostata

Incontro dei genitori con il sindaco: oggi chiederanno di rivedere le scelte

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GROSSETO. Ieri pomeriggio i genitori dei bambini che frequentano la materna di Rugginosa si sono riuniti - insieme alle maestre - per affrontare il problema del ventilato spostamento della scuola.  Si è parlato di sicurezza, della vicinanza con il deposito Liquigas, ma soprattutto è stata ribadita la volontà di non lasciare il plesso. Né a gennaio, né in futuro. Concetti che oggi saranno di nuovo espressi, a chiare lettere, nella sala del consiglio comunale del capoluogo, alle 17, davanti al Prefetto, al comandante dei vigili del fuoco, ai vertici dell'Arpat e al sindaco Emilio Bonifazi.  C'è unità e compattezza assoluta tra le 27 famiglie che hanno scelto l'ultimo asilo di campagna con convinzione e adesso vogliono salvarlo. «Ci auguriamo che prevalga il buon senso. Come possono obbligare mio figlio ad andare a scuola lontano dal deposito di gas quando noi ci abitiamo altrettanto vicino.

C'è qualcosa che non torna. Se il problema, come ha detto l'ingegner Aquilino, è davvero un improbabile top-event, il rischio dell'esplosione che brucia tutto e tutti, allora l'evacuazione immagino debba essere globale: case, aziende, attività...» - dice giustamente una mamma, che risiede qui alla Rugginosa.  E mentre i genitori fissavano alcuni paletti e individuavano nell'avvocato Lucia Rossi il loro portavoce, il primo cittadino incontrava i rappresentanti delle istituzioni deputate a garantire la sicurezza e firmare - nei primi mesi del 2011 - il piano che di fatto potrebbe sancire la chiusura dell'asilo.  Emilio Bonifazi è uscito ottimista dall'incontro: «Ritengo che ci siano i margini per trovare una soluzione non traumatica. Un trasferimento a gennaio, come ho già detto ai genitori, lo trovo prematuro e molto difficoltoso. Prima di tutto i bambini di 3-4-5 anni non sono valigie e francamente non si può dire a settembre che una scuola è sicura e due mesi dopo cancellarla per motivi di protezione civile senza che, di fatto, nulla sia cambiato.

L'ho spiegato ai miei interlocutori ed hanno condiviso certe considerazioni. Peraltro questo piano ancora non è stato né completato né diffuso. Non lo conosceremo, nei dettagli, prima di aprile».  Il destino della scuola dell'infanzia della Rugginosa appare però segnato. «Purtoppo - spiegano alcuni genitori - è proprio il preside, da tempo, il primo a remare per la chiusura. Gli chiederemo un incontro nei prossimi giorni. Deve dirci cosa succederà l'anno prossimo alla nostra sezione distaccata. Dove andremo? Se resteranno i nostri insegnanti? Dove faremo la pre-iscrizione? Dispiace che non ci si renda conto che la chiusura di una scuola, tanto più se è così originale, gettonata e funzionante, è una grande sconfitta».  A molti, alla fine, resta la sensazione che le problematiche connesse alla presenza del deposito Liquigas siano un pretesto, un "aiutino" in questa direzione. (gb)

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