Sicurezza
Imprenditore edile condannato a 1 mese, derubricata lestorsione
«Dammi 5.000 euro o ti decapito»
1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Era finito sotto accusa per tentata estorsione e il giudice Puliatti lo ha condannato. Ma per un altro reato: esercizio abusivo delle proprie ragioni, come chiesto dal pm Pizza. Un mese (con i doppi benefici) per Abedin Koxhai, imprenditore edile albanese di 42 anni, abitante a Ribolla, era stato denunciato da un artigiano connazionale: «Voleva 5.000 euro altrimenti avrebbe ucciso me e mio figlio, decapitandoci». L'episodio avvenuto in un cantiere della zona industriale di Grosseto nel 2007 è stato meglio delineato nei risvolti dalle testimonianze rese in aula. L'imputato ha raccontato di aver portato lui in Italia la vittima, Nazmi Zaimi, 52 anni, anche lui abitante a Ribolla, per farlo lavorare regolarmente in Italia, ma di averlo poi licenziato: erano emerse irregolarità del genero dell'artigiano e Zaimi accusava Koxhai di aver fatto la spia con i carabinieri che lo avevano rimpatriato. L'impresario aveva acconsentito poi a varie richieste di denaro da parte di Zaimi, cui era morta la madre in Albania. Poi gli episodi clou. Koxhaj aveva anche denunciato di essere stato aggredito dal figlio di Zaimi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
