Proteste
«Tafone, soluzioni certe»
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L’INCONTRO. Il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori al TafoneIl sindaco Bellumori incontra i lavoratori «C'è il timore che l'attività venga cessata»
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CAPALBIO. «Oltre alla questione sociale determinata dai nove dipendenti che dal 1 dicembre sono a casa e dal 15 dicembre licenziati, l'intera assemblea dei Comuni si dovrà muovere da subito sentendo la Provincia per affrontare e risolvere il problema ambientale che si è creato forse anche attingendo all'escussione della garanzia fideiussoria prestata dal gestore». Questo è il pensiero del sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, che pochi giorni fa ha incontrato i lavoratori di Enerambiente, il cui futuro professionale è appeso a un filo. «L'impianto di discarica del Tafone nel Comune di Manciano e la stazione di trasferenza a Torba nel Comune di Orbetello - afferma - sono di proprietà dei Comuni di Capalbio, Isola del Giglio, Magliano, Manciano, Argentario e Orbetello, riuniti nell' assemblea dei Comuni con capofila Manciano.
Va detto che il Comune mancianese ha sempre lavorato e gestito i contratti di gestione con Slia technogies srl prima e con Enerambiente spa dopo concordando le iniziative con gli altri comuni in taluni casi con Ato sud e con la Provincia. In questi anni è stato fatto un enorme lavoro da parte di tutte le Amministrazioni comunali e in particolare di quella di Manciano. In più riprese l'assemblea dei Comuni sentita anche Ato sud e la Provincia, ha condiviso le disposizioni da impartire dal Comune capofila all'impresa per garantire una corretta gestione dell'impianto di discarica del Tafone autorizzata a ricevere rifiuti non pericolosi solidi urbani ed assimilabili agli urbani provenienti dal comprensorio del terzo bacino e dai Comuni di Sorano, Pitigliano, Semproniano e Castell'Azzara».
Una questione sulla quale, per Bellumori, «l'assemblea dei Comuni ha sempre tenuto alta la guardia, riguardo il monitoraggio della presenza, prelievo e smaltimento di percolato prodotto dalla discarica. Con più ordini di servizio l'associazione ha richiesto interventi mirati a prevenire sversamenti di percolato e altri interventi strutturali». Tornando alla riunione avuta dal primo cittadino maremmano con i lavoratori di Enerambiente, Bellumori dice: «E' stato quindi ragionato con i dipendenti, che nel frattempo si sono visti recapitare per mail il preavviso di licenziamento, l'importanza di chiarire per quale motivo in data 28 novembre il gestore invece di provvedere a quanto richiesto dalla committenza in più riprese, ha invece chiuso i cancelli della discarica ed ha proceduto alla chiusura della stazione di trasferenza di Torba. Il 29 novembre il presidente della Provincia di Grosseto ha preso atto della situazione creatasi fissando nel tempo di giorni 15 la chiusura della discarica.
Ora la discarica ha necessità di interventi urgenti proprio per la presenza di percolato che a causa delle recenti piogge - in aggiunta ad una situazione già critica pre-esistente - può ingenerare delle situazioni ancora più critiche per l'ambiente e la salute pubblica. I dipendenti sono preoccupati rispetto alle decisioni che potrebbero essere assunte anche dalla società Enerambiente in caso la stessa decidesse di cessare definitivamente l'attività su Manciano e Torba». «L'auspicio dei 9 lavoratori - conclude Luigi Bellumori - è che o nel caso di proseguo dell'attività da parte di Enerambiente o dell'arrivo di un altro gestore vengano tenute in considerazione le loro professionalità». (c.b.)
Va detto che il Comune mancianese ha sempre lavorato e gestito i contratti di gestione con Slia technogies srl prima e con Enerambiente spa dopo concordando le iniziative con gli altri comuni in taluni casi con Ato sud e con la Provincia. In questi anni è stato fatto un enorme lavoro da parte di tutte le Amministrazioni comunali e in particolare di quella di Manciano. In più riprese l'assemblea dei Comuni sentita anche Ato sud e la Provincia, ha condiviso le disposizioni da impartire dal Comune capofila all'impresa per garantire una corretta gestione dell'impianto di discarica del Tafone autorizzata a ricevere rifiuti non pericolosi solidi urbani ed assimilabili agli urbani provenienti dal comprensorio del terzo bacino e dai Comuni di Sorano, Pitigliano, Semproniano e Castell'Azzara».
Una questione sulla quale, per Bellumori, «l'assemblea dei Comuni ha sempre tenuto alta la guardia, riguardo il monitoraggio della presenza, prelievo e smaltimento di percolato prodotto dalla discarica. Con più ordini di servizio l'associazione ha richiesto interventi mirati a prevenire sversamenti di percolato e altri interventi strutturali». Tornando alla riunione avuta dal primo cittadino maremmano con i lavoratori di Enerambiente, Bellumori dice: «E' stato quindi ragionato con i dipendenti, che nel frattempo si sono visti recapitare per mail il preavviso di licenziamento, l'importanza di chiarire per quale motivo in data 28 novembre il gestore invece di provvedere a quanto richiesto dalla committenza in più riprese, ha invece chiuso i cancelli della discarica ed ha proceduto alla chiusura della stazione di trasferenza di Torba. Il 29 novembre il presidente della Provincia di Grosseto ha preso atto della situazione creatasi fissando nel tempo di giorni 15 la chiusura della discarica.
Ora la discarica ha necessità di interventi urgenti proprio per la presenza di percolato che a causa delle recenti piogge - in aggiunta ad una situazione già critica pre-esistente - può ingenerare delle situazioni ancora più critiche per l'ambiente e la salute pubblica. I dipendenti sono preoccupati rispetto alle decisioni che potrebbero essere assunte anche dalla società Enerambiente in caso la stessa decidesse di cessare definitivamente l'attività su Manciano e Torba». «L'auspicio dei 9 lavoratori - conclude Luigi Bellumori - è che o nel caso di proseguo dell'attività da parte di Enerambiente o dell'arrivo di un altro gestore vengano tenute in considerazione le loro professionalità». (c.b.)
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