Il Tirreno

Grosseto

Cori osceni nelle notti in centro

<strong>IN CENTRO.</strong> Residenti esasperati per gli schiamazzi, e altri episodi notturni
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IN CENTRO. Residenti esasperati per gli schiamazzi, e altri episodi notturni

La denuncia del comitato: «Mancano spazi per i giovani»

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GROSSETO. Arrabbiati è dir poco. I residenti del centro storico sono letteralmente esasperati da quello che devono subire ogni notte nelle vie del centro. Schiamazzi e urla, cori razzisti e osceni.  Non soltanto in via Montanara, dove venerdì sera la guerriglia si è combattuta a suon di petardi tra un abitante e i giovani che erano in strada, o in via San Martino e via Fulceri de Calboli. «Veramente drammatica, da mesi, si presenta la situazione nell'area compresa tra piazza Indipendenza, piazza San Francesco e via Andrea da Grosseto - denunciano gli abitanti - una zona in cui, specie nel fine settimana, si radunano centinaia di giovanissimi e transitano gruppi di meno giovani alterati dall'alcool che si abbandonano a vandalismi, vomitano, urinano, suonano campanelli, urlano, scalciano e si esibiscono a notte fonda, rientrando ubriachi dai locali dove hanno consumato, in cori osceni e razzisti».

Una situazione che è diventata davvero insostenibile per chi vive in quelle vie del centro storico. «Insostenibile dal punto di vista dell'ordine pubblico - spiega Franco Petrucci, cofondatore del comitato Amici del centro storico - oltre che espressione di quel vuoto esistenziale che attraversa sempre più le fasce giovanili del nostro paese (vengono calcolati in due milioni i giovani che non fanno niente, non lavorano nè studiano)».  Per Petrucci, quindi, è sbagliato parlare di movida. «La movida fu un fenomeno sociale e giovanile nella Madrid liberata dal giogo della dittatura franchista - spiega - finalmente la gente potè mostrarsi ed esprimersi in libertà, fu un evento culturale. A Grosseto la coisiddetta movida è solo consumo e ignoranza, è sottocultura.

La notte sì ma di giovedì, la tendenza a moltiplicare la notte bianca, sono tutti esempi di questa sottocultura che promuove solo consumo e sballo». I residenti del centro storico, che si sono appunto costituiti anche in comitato, stanno cercando di portare l'attenzione delle autorità e della città sulla abnormità del fenomeno e sulle sue conseguenze in termini di salute psico fisica per molti giovani. «I ragazzi - dice - sono sempre più alle prese con le nuove dipendenze patologiche (alcol, droghe, ecc). Abbiamo costituito un'associazione, sollecitiamo interventi, ma le nostre denunce, purtroppo, spesso cadono nel vuoto. Pensiamo che ai giovani possa essere proposto molto di meglio che non venire a stordirsi di alcool nel centro, offrendo loro spazi idonei di aggregazione, dove coltivare i loro interessi e le loro passioni, favorendonone la crescita culturale e civile».

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