Sicurezza
"Vergogna": spedite 300 cartoline
Alfredo Faetti
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IN FILA. Il sindaco Bizzarri con le cartoline di protestaBlitz del sindaco Bizzarri alle Poste, la dipendente chiama i carabinieri
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SCARLINO. Spedite da Scarlino le cartoline di protesta contro le Poste, ma non senza opposizioni. La dipendente dell'ufficio del Puntone, infatti, ha poco gradito l'intrusione del sindaco Maurizio Bizzarri e del seguito dei giornalisti. Intanto, però, è stato fissato l'incontro con il prefetto. Comunque tutto è andato secondo i piani: il sabato dopo il consiglio comunale, ossia ieri, Bizzarri si è presentato all'ufficio postale del Puntone munito delle 300 cartoline già pronte con su scritto "Vergogna" da spedire al direttore provinciale di Poste Fabio Gallinella. Questa protesta singolare contro il piano di razionalizzazione di Poste Italiane, che porterebbe alla chiusura dell'ufficio della frazione scarlinese (e non solo), è stata ideata a suo tempo dal primo cittadino per far fronte a quello che ha definito «uno scempio». Di fronte ai giornalisti arrivati per documentare il fatto, Bizzarri è entrato nell'ufficio intorno alle 9.30, ma ha trovato, insieme ai cronisti e ai fotografi, un ostacolo: la dipendente di Poste, che ha invitato la "delegazione" ad uscire. Dopo un attimo di imbarazzo, politici e giornalisti sono usciti dall'ufficio dove Bizzarri è tornato a dire (dopo aver raccontato come, appena arrivato, il terminale della sede non funzionava) che non solo è ingiusta una chiusura definitiva di questa sede, ma anche che «tenerlo aperto un solo giorno alla settimana non ha senso. In questo modo non può essere produttivo. Deve rimanere aperto più giorni alla settimana, da individuare anche attraverso un'indagine di mercato». Se il problema dove essere l'ubicazione, il sindaco è tornato a spiegare che è possibile trovare un'alternativa. «Ma un cambio di tendenza ci deve essere, altrimenti dovremo trovare altre soluzioni, come quella proposta da Marras nell'utilizzare mezzi alternativi. Noi siamo tradizionalisti e vorremmo continuare a servirci delle Poste, ma non possiamo subire sempre». Finito di parlare, Bizzarri ha riprovato ad entrare nell'ufficio, mettendosi in fila dietro agli altri utenti. Ma la dipendente ancora una volta si è opposta e ha pregato i giornalisti, che stavano facendo le foto di rito, ad uscire. E' arrivata anche a chiamare i carabinieri per far finire questa "cerimonia". «Queste proteste non servono a niente. - commenta Giampaolo Merli della Cisl Poste, contattato dalla dipendente - Non devono essere fatte contro l'azienda, ma contro la politica che c'è dietro». che In ogni caso le 300 cartoline sono partite, dirette a Gallinella. Intanto è stato fissato l'incontro tra Giuseppe Linardi, prefetto di Grosseto, e le varie istituzioni del territorio, ovvero il presidente Leonardo Marras e i sindaci. L'appuntamento è per domani mattina alle 11, in prefettura a Grosseto. «La nostra speranza è quella di organizzare un tavolo tra le autorità e il direttore Gallinella, in modo da trovare una mediazione alla razionalizzazione».
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