Il Tirreno

Grosseto

Sulle aperture domenicali Ascom e Confesercenti danno i numeri. Dei sondaggi

Francesca Ferri
Sulle aperture domenicali Ascom e Confesercenti danno i numeri. Dei sondaggi

Questionari fra i negozianti, risultati diametralmente opposti Da una parte il 70% di sì, dall'altra il 70% di no: e ora che si fa?

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GROSSETO. Il settanta per cento dei commercianti grossetani è favorevole a tenere aperto il negozio la domenica, mentre il sedici per cento è contrario. Anzi no: il settanta è contrario e il sedici è favorevole. Sono i risultati raccolti dall'osservatorio che, da un anno a questa parte, monitorizza in città gli effetti delle aperture dei negozi nei festivi. E alzi la mano chi ci capisce qualcosa. L'osservatorio è nato su iniziativa del tavolo di concertazione che il Comune di Grosseto ha promosso per decidere insieme a commercianti, consumatori e sindacati le regole sugli orari dei negozi. L'ordinanza in vigore, emanata a ottobre 2009 e ritoccata a gennaio, permette di stare aperti quasi tutte le domeniche dell'anno (tranne la terza del mese nel periodo febbraio-novembre), ma non ha mai smesso di sollevare malumori. Da qui la decisione di controllare, per un anno, la situazione tramite l'osservatorio.  Con questionari da sottoporre ai commercianti si doveva arrivare a un quadro il più possibile fedele degli effetti del provvedimento. Ma i risultati raccolti, così specularmente invertiti da non poter non lasciare perplessi, riescono semmai a ingarbugliare ancora di più le idee. Idee già messe a dura prova dal tira e molla tra sostenitori e avversari delle domeniche di shopping che, nell'ultima settimana, si è trasformato in guerra aperta tra Ascom (pro) e circa duecento commercianti (contro).  Chi sperava in un armistizio favorito da dati statistici inoppugnabili è rimasto deluso. Confesercenti e Ascom, da sempre arroccate su posizioni opposte, hanno elaborato per l'osservatorio ciascuna domande diverse che sembrano tagliate su misura per confezionare risposte coerenti con le rispettive posizioni.  Confesercenti, che ha affidato il sondaggio al Centro di studi turistici di Firenze e ha condotto l'indagine su un campione di 147 negozi, ha chiesto ai suoi associati se fossero favorevoli a rimanere aperti tutte le 52 domeniche dell'anno. E la risposta al paventato tour de force, manco a dirlo, è stata "no" nel 70,8 per cento dei casi e "sì" nel 16,9 per cento.  Ascom, che ha elaborato un questionario in proprio a cui hanno risposto in 43, ha posto la domanda in termini un po' più tortuosi chiedendo: «Consideri la facoltà (non l'obbligo) di apertura domenicale un'opportunità per la tua azienda e per le altre attività del centro storico?». Il 77 per cento degli intervistati ha detto "sì", il 16 per cento "no".  Ascom ha chiesto anche un giudizio sull'apertura oltre la mezzanotte durante le notti bianche (un'altra sua battaglia) riscuotendo il 53 per cento dei consensi, e sugli eventi di animazione (ad esempio "La notte sì, ma di giovedì", sempre dell'Ascom) con un plebiscito del 79 per cento.  Confesercenti, invece, ha chiesto un resoconto dei mesi passati e sondato le aspettative per il futuro con domande più schiette come: «Quante volte hai aperto la domenica?», «Hai avuto un incremento di fatturato?», «Sei favorevole a riconfermare l'ordinanza pro apertura?». I tiepidi incrementi di fatturato lamentati dagli associati Confesercenti (il 48 per cento dice di non aver registrato incassi extra di domenica) hanno diviso gli intervistati esattamente a metà tra chi chiede di confermare l'ordinanza e chi no (41,6 per cento contrari e altrettanti a favore).  Insomma, o i commercianti grossetani sono afflitti da sdoppiamento di personalità, che fa dire di sì con la mano destra e no con la sinistra, oppure l'osservatorio soffre di strabismo. In ogni caso, spetta ora al Comune decidere se ritoccare o meno l'ordinanza sulle aperture, e lo farà sulla base dei risultati ottenuti. Sempre che riesca a decifrarli.

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