Il Tirreno

Grosseto

Pdl ancora all’attacco sul traffico a Gorarella: aggirato il piano strutturale

«Sbagliato fare il centro lì Capperucci è solo una vittima»

Sara Landi
<strong>PDL.</strong> Sopra un momento della conferenza stampa; sotto: sabato scorso al Casalone
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PDL. Sopra un momento della conferenza stampa; sotto: sabato scorso al Casalone

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GROSSETO. «Ammettiamo pure che la passata amministrazione abbia sbagliato nel caso del "centrino" di via Aurelia Nord. Ma ciò autorizza l'attuale a fare quello che ha fatto con il centro commerciale del Casalone?». Così Luigi Colomba, capogruppo del Buongoverno in consiglio comunale. Una replica, la sua, all'intervento con cui il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi nei giorni scorsi aveva difeso dell'assessore al traffico Daniele Capperucci per la gestione del problema "ipertraffico" a Grosseto dopo l'apertura del centro commerciale "Aurelia Antica".  L'occasione è stata la conferenza stampa aperta alla cittadinanza convocata ieri mattina nella sede della circoscrizione Gorarella dal Pdl ma che ha visto la partecipazione di gran parte dell'opposizione visto che c'erano Luca Montemaggi, Mario Lolini e Giorgio Signori (Partito popolare europeo) oltre allo stesso Colomba. C'era invece un solo residente (e per giunta, lo dichiara lui stesso, "elettore del centrosinistra") che abitando in via Turati con affaccio su via De Nicola sperimenta un aspetto finora poco discusso del problema: l'inquinamento acustico e ambientale finora sconosciuto in certe dimensioni a Gorarella. «Di fronte alle critiche dell'opposizione e alle proteste dei cittadini che hanno visto i propri tranquilli quartieri gettati nel caos Bonifazi non ha trovato di meglio da fare che rispolverare la vicenda del centro commerciale Area, neppure paragonabile a quello di cui oggi dobbiamo occuparci, senza contare che eventuali sbagli fatti allora non legittimano i comportamenti illegali che hanno dato il via libera all'ipermercato del Casalone, nato in un'area ritenuta non idonea dal piano strutturale al commercio al dettaglio». Ma il paragone inopportuno con il "centrino" secondo Colomba non è l'unico assurdo di questa vicenda: «Si arriva a suggerire alla gente di fare anziché 800 metri nel caos 16 chilometri passando dalla Fattoria La Principina. Allora perché non predisporre un servizio di elitaxi per i clienti del centro, così da alleggerire il massacrante lavoro a cui è sottoposta adesso la Polizia Municipale?».  A questo proposito Colomba non manca di sottolineare il fatto che, diversamente da Montemaggi, non ha mai chiesto le dimissioni di Capperucci: «Lo ritengo una vittima di questa situazione che non ha al momento soluzioni praticabili. Le colpe sono di chi ha disatteso gli strumenti urbanistici, le delibere del consiglio comunale e i pareri degli uffici facendo nascere lì il centro commerciale».  Colomba e Montemaggi carte alla mano ricostruiscono le tappe che hanno portato alla nascita del centro commerciale: «Il piano strutturale vigente prevedeva per l'ex fornace Chigiotti il solo commercio all'ingrosso e l'artigianato e un solo ipermercato al Commendone. La delibera consiliare 110 del 20 settembre 2007 anticipando il regolamento urbanistico ha confermato la destinazione dell'area e ugualmente hanno fatto le delibere 29 e 30 del 25 febbraio di quest'anno. Nel frattempo sono state realizzate molte varianti mai portate all'approvazione del consiglio comunale perché ritenute non sostanziali e sono stati ignorati i pareri degli uffici che evidenziavano le criticità della viabilità nella zona. Inoltre per una mega struttura come questa con oltre mille posti auto andava rispettata la prescrizione del decreto legislativo 152 del 2006 che dispone l'obbligatorietà della Via (valutazione d'impatto ambientale, ndc) che si fa del resto anche per interventi ben più modesti».

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