Il Tirreno

Grosseto

«Dimezzati i nostri incassi»

Paola Villani
«Dimezzati i nostri incassi»

Si lamentano i commercianti del Golfo

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 FOLLONICA. L'apertura del nuovo centro commerciale di Grosseto sigla un duro colpo all'economia follonichese: curiosità, maggiore scelta, e nessun rischio di prendersi un'acquata, in molti hanno preferito farsi ottanta chilometri per lo shopping, per lo meno nella prima settimana di apertura del nuovo maxi punto vendita. Ma sarà stata solo la novità?  Oppure i commercianti follonichesi oltre a subire le conseguenze di una crisi economica pungente, dovranno pagare anche lo scotto di questa nuova apertura?  A sentire le associazioni di categoria per Follonica non sarà certo un Natale ricco di incassi, rimane però la speranza della corsa agli acquisti degli ultimi giorni. A dare il colpo di grazia ci si è messo il tempo: freddo, pioggia e vento non invitano alla tradizionale passeggiata tra i negozi, anzi spingono le persone a rifugiarsi in un luogo caldo e riparato dove possono trovare una scelta ampia di prodotti.  «Tanti follonichesi sabato e domenica scorsi - spiega il presidente dell'Ascom di Follonica, Agostino Ottaviani - sono andati al nuovo centro commerciale, vuoi per la curiosità, o magari per le brutte condizioni meteorologiche. Il nuovo punto vendita penalizzerà il commercio del golfo, maggiormente se poi continuerà il mal tempo. I primi giorni sono stati tristi, speriamo in una risalta nelle prossime settimane».  «E' presto per avere dati su cui fare dei commenti - dichiara il presidente della Confesercenti follonichese, Massimiliano Mei - specialmente perché siamo all'inizio, quando la curiosità è tanta. Io credo che se i primi giorni molti follonichesi sono stati intercettati dal centro, piano piano la situazione si stabilizzerà, di certo Follonica non è più il polo commerciale della Provincia. Queste aperture sono comunque devastanti per la piccola impresa, che già subisce lo scarso potere di acquisto di questi ultimi anni. Penso che però a breve si tornerà a comprare nel negozio vicino casa, la benzina costa e anche farsi 80 chilometri per fare shopping, sarà un deterrente per gli spostamenti. Il Natale 2010 non sarebbe stato comunque un periodo di grandi spese, la gente aspetta le tredicesime per saldare mutui residui, tasse e così via, per gli acquisti rimangono sempre meno soldi».  «Non siamo messi bene - prosegue -, ma speriamo sempre nell'ultima corsa al regalo: la prospettiva è quella di guadagni minori del 2009 questo sì. Ma penso che sia l'ultimo o forse il penultimo anno poi la situazione dovrebbe migliorare in generale, salvo chiaramente continue nuove aperture di centri commerciali che stanno veramente massacrando le piccole imprese».

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