Il Tirreno

Grosseto

Picchiato e rapinato alla stazione

Pittore di Roccatederighi pestato e derubato di portafoglio e cellulare

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 ROCCASTRADA. Massacrato di botte per aver negato una sigaretta ad un magrebino. È successo qualche notte fa alla stazione.  A denunciare il fatto un noto pittore fiorentino, che pochi anni ha trasferito il suo studio vicino Grosseto, a Roccatederighi, dove vive con la compagna ed è contradaiolo di Tufolino: si tratta di Dante Razzino, 65 anni.  Il suo racconto è inquietante. «Per lavoro - spiega - devo spesso recarmi a Como. Al rientro sono sceso a Pisa per prendere la coincidenza con Grosseto. Sono arrivato col regionale da La Spezia alle 23.20 restando in attesa dell'Intercity di mezzanotte e 50. Dovendo attendere a lungo sono uscito in piazza della stazione a prendere una boccata d'aria e a fumare. Qui mi ha avvicinato un magrebino sui 30-40 anni che mi ha chiesto una sigaretta. Ne ho poche - ho risposto - e il viaggio è ancora lungo: mi dispiace ma non posso dartene. Penso che la sigaretta sia stata solo un pretesto, perché questo, urlando parole confuse, mi si è avventato addosso prendendomi a pugni in viso e in testa e poi tirandomi calci al petto e alla schiema. Ho chiesto aiuto, ho urlato con quanto fiato avevo in gola, ma nessuno si è avvicinato. Fra l'altro, a quell'ora, la stazione è popolata da gente alquanto strana: quando scendi dal treno vieni affiancato da una serie di postulanti che ti chiedono di tutto. Io ho fatto volontariato, aiuto tutti, conosco il mondo, per cui ho attenzione alle sofferenze altrui. Ho quindi avuto un tono gentile, ma sono stato subito aggredito. Rimasto a terra malconcio, mi sono accorto di non avere occhiali da vista, cellulare e portafogli, trovato poco lontano vuoto. Sono andato in strada e ho fermato una macchina il cui conducente ha chiamato il 113: un agente mi ha detto di rivolgermi alla vicina Polfer. I poliziotti hanno raccolto la mia denuncia ed hanno chiamato il 118. In ambulanza sono stato portato in ospedale dove i medici mi hanno ricoverato per trauma cranico, contusioni alla schiena e fratture del setto nasale e del seno mascellare. Il giorno dopo ho firmato io stesso per essere dimesso altrimenti mi avrebbero trattenuto. La prognosi è stata di 35 giorni. Ora mi chiedo: ma è possibile che la stazione di una bella città come Pisa sia in queste condizioni e che una persona possa essere aggredita per una sigaretta? Che le telecamere non abbiano registrato nulla? Possono rispondermi il sindaco o il questore? Grazie». (c.v.)

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