Attenzione
Pd, Grosseto si chiama fuori
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PD. Roberto PanfiSull'esecutivo è spaccatura con la segretaria Pinzuti
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GROSSETO. Il problema non era Marzio Scheggi. Il problema era ed è endemico. Nel Pd l'arrivo della nuova segretaria Barbara Pinzuti non ha modificato il clima. Anzi... Nelle ultime settimane i problemi sono emersi anche là dove non erano preventivabili. A partire dalla frattura, avvenuta ieri in direzione, fra provinciale e Unione comunale di Grosseto. In sostanza non c'è stato accordo sui nomi e l'Unione ha deciso di uscire dall'esecutivo stesso. Barbara Pinzuti lo farà senza la città capoluogo, o almeno tenendo dentro solo Alessandro Militello, scelto da lei personalmente per l'organizzazione e (forse) Giovanna Stellini, della lista dei "valentiniani". Non ci stanno invece il segretario Roberto Panfi, Walter Lunardi e Alessandra Milli. La frattura è avvenuta per la decisione della Pinzuti (la "Brambilla del Golfo", l'ha definita un noto esponente del partito...) di tener fuori Giancarlo Bastianini, unico esponente dei "franceschiniani", area che così non è rappresentata. E che alle amministrative potrebbe anche andare da sola e "contarsi". Quasto mentre a Gavorrano si è dimessa Serena Remi e il partito, ormai allo sbando, è stato costretto a riaprire a Sel. O fingere di farlo. Con pezzi del Pd che - vicini a Mauro Giusti - sceglieranno Massimo Borghi a prescindere. A Roccastrada le dimissioni del segretario storico Roberto Calvellini sono state respinte ma restano frizioni importanti sui metodi di partecipazione alle scelte. Spesso è chiamato a ricucire l'indigeno più celebre, il presidente della Provincia Leonardo Marras. Problemi che si riverberano anche nel governo del Comune. La mozione della discordia che - tra le righe - aveva come bersaglio il vicesindaco lettiano Roberto Fenili, è stata sottroscritta anche dal sindaco Giancarlo Innocenti e dall'assessore Francesco Limatola... A Scansano Marzio Flavio Morini viene descritto più nervoso del solito. Di recente, in un paio di circostanze, il Pd è stato costretto a ribadirne il sostegno e le qualità. Un po' come quando - alla vigilia di un esonero - la società sente il bisogno di dichiarare che l'allenatore è confermato e la panchina non è in pericolo. Ma il segretario Lucio Luzzetti - potesse - farebbe altre scelte. La vicenda del fotovoltaico, al di là del tentativo di venderla come un successo della democrazia, ha acuito le tensioni nel centrosinistra. A Orbetello da un mese, lo denunciano gli stessi militanti, il circolo è chiuso, senza guida, senza dirigenti. E poi Castiglione, dove si voterà a primavera, con Michele Leone alla ricerca di un'intesa con componenti non entusiaste né delle primarie né della sua candidatura; o Braccagni, altro focolaio aperto, con riunioni-fiume e tensioni tra amici e compagni. E le amministrative si avvicinano. (gf-gb)
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