Il Tirreno

Grosseto

Cade in mare mentre pesca

Alfredo Faetti
<strong>SALVO.</strong> Filippo Vita nel reparto dell’ospedale di Massa
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SALVO. Filippo Vita nel reparto dell’ospedale di Massa

Sorpreso da una tromba d'aria, pescatore salvato dai colleghi

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SCARLINO. Attimi di paura nel mare scarlinese: un pescatore, a causa di una tromba d'aria, è caduto nell'acqua gelida senza che la compagna riuscisse a soccorrerlo. Ci hanno pensato i colleghi a salvarlo. Andato in ipotermia, l'uomo è stato trasportato all'ospedale. Erano le prime ore della mattina, quando Filippo Vita, 45enne barese, è uscito dal porto della del Puntone con la sua motopesca "Acqua Marina" per andare a mettere le reti in mare insieme a sua moglie Ramona.  Attorno alle 8.15, però, si è alzato un forte vento di ponente. In quel momento Vita è vicino ai bordi della propria imbarcazione e una vera e propria tromba d'aria lo ha catapultato nell'acqua fredda. «La barca, - racconta Vita - si è piegata da una parte e un'onda di almeno cinque metri mi ha travolto e fatto cadere in acqua».  Sono seguiti attimi di panico, soprattutto da parte della donna, la quale non è riuscita nè a gettare un salvagente al compagno nè a prendere il controllo della barca, che a poco a poco si è allontanata dal pescatore. In questi casi, spiegano alla Marina di Scarlino, c'è una procedura bene precisa da seguire, ma il panico ha fatto saltare tutti gli schemi, diffondendo informazioni confuse tra i vari soggetti.  La moglie è riuscita comunque a dare l'allarme ad alcuni colleghi attraverso il cellulare i quali si sono diretti immediatamente con le proprie imbarcazioni verso la loro posizione.  «In mare c'erano già altre barche. - continua Vita - perchè nessun bollettino meteo aveva previsto questa tromba d'aria». Le onde erano molto alte in quel momento e nessuno, nonostante la richiesta d'aiuto, riusciva a vedere l'uomo in mare. Fortuna vuole che Giuliano Favilla, altro pescatore del Puntone, si trovasse da quelle parti e avvistato il collega, gli ha gettato un salvagente. Ma qui si è presentato un altro problema: allo stremo delle forze (erano già pasati 30 minuti), Vita non è riuscito a salire sulla barca.  L'acqua fredda e lo choc per quanto stava avvenendo hanno fatto capire al socorritore che non c'era tempo da perdere, così ha riacceso i motori e si è diretto, trascinando l'uomo in mare attaccato al suo salvagente, verso il porto del Puntone, dove la Marina aveva già fatto arrivare un'ambulanza.  Favilla non è stato il solo a correre in aiuto dell'amico: è intervenuto Luciano Geminiani, anche lui pescatore, con la sua imbarcazione che insieme ad altri uomini dotati delle giuste attrezzature, sono riusciti a riportarlo a bordo. Arrivato finalmente sulle sponde del porto, Vita si è alzato con le proprie gambe per andare all'ambulanza, dove ha ricevuto un primo soccorso. In seguito è stato trasferito all'ospedale di Massa Marittima per un pricipio di ipotermina. «Sta bene - dice Geminiani che ha accompagnato il collega - che chiede fine hanno fatto le sue reti».

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