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«Una via da dedicare al professor Busatti insigne studioso»
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GROSSETO. Una via o una piazza da intitolare al professor Aldo Busatti, grande dantista, docente e preside di intere generazioni di grossetani scomparso nell'estate di due anni fa. La proposta al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi arriva dal presidente dell'Arciconfraternita di Misericordia, Gabriele Bellettini, e dalla presidente dell'Unitre di Grosseto, Giuseppina Scotti, che di Busatti ricordano la grandezza non solo come studioso ed educatore ma anche come uomo. «Questa richiesta mi sembra un atto doveroso - osserva Bellettini - visto che il regolamento della toponomastica prevede la possibilità di dedicare vie o piazze a cittadini che si siano distinti per meriti particolari. Nel caso di Busatti ci sono tutte le condizioni, un po' come è successo quando ero sindaco io con l'intitolazione di una piazza al professor Stammati». Di lunga data anche la conoscenza con Busatti di Giuseppina Scotti: «E' stato mio insegnante come supplente al liceo classico ma lo ricordo soprattutto come il mio preside e il preside delle mie figlie. E nel 1988 è stato il primo docente di lingua e letteratura italiana dell'Unitre di Grosseto. Anzi, si può dire che con Guerrini e Mazzolai sia stato un autentico pilastro per l'associazione, con quello spirito bello e puro di chi metteva gratuitamente a disposizione degli altri il suo sapere». Una disponibilità tale che quando per l'avanzare dell'età non ha potuto più tenere corsi intensivi all'Unitre non ha comunque rinunciato a tenere conferenze, così come è stato una delle anime degli incontri dell'associazione culturale Dante Alighieri. «Questa proposta per avere a Grosseto una via o una piazza Aldo Busatti - spiega Scotti - è perfettamente coerente con il nostro ruolo come Unitre di essere portatori di memoria tra le generazioni perché figure come quelle di Busatti che hanno dato tanto alla città nel silenzio e senza presunzione non cadano nel dimenticatoio». Aldo Busatti, ricordano Bellettini e Scotti, nacque il 3 luglio 1921 a Radicondoli (Siena) da un'antica famiglia scansanese «ma la sua terra era ed è sempre stata la Maremma». La sua infanzia e la sua gioventù furono caratterizzate da vari trasferimenti in diverse città della Toscana perché suo padre era ispettore dell'Agenzia delle entrate e doveva spostarsi frequentemente per motivi di lavoro. Richiamato sotto le armi nel 1941, durante lo sbarco in Sicilia fu fatto prigioniero e deportato in Egitto. Nel 1946 tornò in Italia e riuscì a terminare gli studi universitari e a laurearsi con il massimo dei voti. Vinto il concorso fu insegnante di italiano e storia all'Istituto magistrale "Rosmini" di Grosseto fino al 1976. Nello stesso anno divenne preside dell'Istituto magistrale di Siena mentre i successivi incarichi furono tutti nel Grossetano, come preside prima del Liceo Ginnasio di Massa Marittima, poi dello Scientifico di Follonica e infine del Liceo Classico "Carducci - Ricasoli" di Grosseto fino a quando andò in pensione nel 1985. In quell'anno Busatti ricevette dall'allora Ministero della pubblica istruzione la medaglia d'oro destinata ai "benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte". Ma anche in seguito il professor Busatti continuò la sua attività di ricerca e di studi, collaborando attivamente con le associazioni culturali della nostra città. Numerose e di grande interesse le sue pubblicazioni su Dante, di cui era uno dei massimi esperti nazionali e a cui dedicò numerosissimi studi, e non solo, compresi importanti contributi a riviste e bollettini d'importanza nazionale ma anche opere di narrativa. Uno dei suoi ultimi lavori sono state le "Letture dantesche, I volume" usciti nel 2002.
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