Il Tirreno

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IL PIANO

Ministero e Regioni in campo per rilanciare il prodotto

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 CASTEL DEL PIANO. Riflettori puntati sulla castagna del Monte Amiata. Mentre la Commissione Europea approva le modifiche al disciplinare di produzione della Igp, si sono conclusi i lavori del tavolo tecnico ministeriale per il rilancio della castanicoltura italiana, col via libera al piano ministeriale dalla conferenza Stato-Regioni, frutto dell'accordo tra il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e i rappresentanti della filiera nazionale del castagno da frutto e da legno.  Un Piano sollecitato dall'Amiata, di cui è stato un artefice convinto Lorenzo Fazzi, presidente dell'Associazione castagna Igp, uno dei maggiori esperti in materia, la cui presenza in Commissione è stata caldeggiata dallo stesso Ministero. Fazzi spiega che solo con questo piano si potrà difendere il prodotto contro le castagne estere, in particolare cinese, ma soprattutto solo con questo piano potranno essere finanziati progetti per la commercializzazione e la tutela della castagna e soprattutto le iniziative contro il famigerato cinipide galligeno che rischia di mettere in ginocchio la produzione.  «L'obiettivo - spiega il presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri - è lo sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo, attraverso la valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione della castagna europea (Castanea sativa). Il Piano costituirà la base di riferimento per promuovere il settore con un approccio integrato e partecipato, per fornire un appropriato coordinamento alla filiera e per predisporre una adeguata comunicazione/promozione del prodotto, per dirottare qui finanziamenti su progetti di filiera, proprio gli elementi di cui la castanicoltura da frutto amiatina ha bisogno».  Per oltre 8 mesi si sono confrontati circa 250 esperti: le organizzazioni professionali, le organizzazioni dei Produttori riconosciute e le relative Unioni Nazionali, i rappresentanti delle Regioni ove sono localizzati i distretti produttivi più importanti, le strutture di ricerca del Cnr, le Università, gli operatori del commercio e della trasformazione industriale, i Consorzi di qualità certificata e le Associazioni, tra cui l'Associazione Nazionale Città del castagno. (f.b.)

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