Il dolore
SOSPETTATO DI RAPINA
Lanzone riconosciuto da una sola vittima
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FOLLONICA. Due non l'hanno affatto riconosciuto. Uno sì ma ha avuto più di un dubbio. Due a uno. È finito così, traslato in termini sportivi, il riconoscimento di Pietro Lanzone, 27 anni, sospettato di rapine: il giudice Marco Mezzaluna aveva disposto il confronto diretto con le tre vittime di due colpi diversi perché Lanzone, riconosciuto in foto, si professa innocente. Quattro persone vestite uguali (con una felpa a righe) sono state affiancate a Lanzone nel corso dell'incidente probatorio. Due vittime non lo hanno riconosciuto affatto come l'autore della rapina, una invece sì ma il riconoscimento sarebbe stato molto incerto. Il fascicolo torna adesso al pm Navarro, che concluderà le indagini e formulerà le proprie conclusioni. Gli avvocati Laura Fabbiani e Manuele Adami sono più che soddisfatti e hanno chiesto la scarcerazione: «L'esito dell'incidente probatorio ha comprovato la fragilità dell'impianto accusatorio», scrivono ritenendo ingiusto e infondato aver portato sotto i riflettori Lanzone: «Di fatto è uscito indenne dalla prova del riconoscimento personale; prova che, al di là di qualche isolata titubanza, ha fornito molte e significative certezze dell'estraneità del Lanzone alle rapine del 9 e 26 settembre 2010. Un quadro che ha fatto dunque decadere i gravi indizi di colpevolezza sinora assunti a carico di Pietro Lanzone, per il quale abbiamo già richiesto l'immediata scarcerazione». L'incidente probatorio è durato circa un'ora. Il giudice ha prima chiesto alle tre persone rimaste vittima delle rapine, singolarmente, se avessero visto prima o dopo, o sui giornali, Lanzone.
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