Finanza
IL SINDACO
«I problemi ci sono ma no ai ripensamenti»
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IL SINDACO. Emilio Bonifazi 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Non c'è nessuna decisione definitiva, sono solo voci maligne». È il sindaco Emilio Bonifazi a mettere i puntini sulle "i" in una questione delicatissima come quella del paventato "ripensamento" sulle assunzioni da parte del Comune. Il primo cittadino spazza subito via le illazioni. «Non è stato deciso niente in tal senso», ribatte piccato. Ammette, però, che i problemi di bilancio ci sono, eccome. «I bandi sono usciti nel novembre 2009 - spiega il sindaco - perché il Comune ha oggettivamente bisogno di personale. A luglio 2010, però, il governo ha fatto una manovra finanziaria correttiva e, dalla sera alla mattina, ci ha tagliato 3 milioni e 500mila euro per il 2011 e altri 5 milioni per il 2012. Non lo potevamo prevedere, ma è stato chiaro da subito che sarebbe stato un bagno di sangue e che, agli occhi dei cittadini, la colpa sarebbe ricaduta sui Comuni. La strategia del governo è proprio questa: far passare da cattivi gli enti locali». A complicare le cose c'è l'obbligo, per i Comuni, di risparmiare ogni anno sui costi del personale. La spesa del 2010, insomma, deve essere inferiore a quella del 2009. «È chiaro - spiega Bonifazi - che se lo sapevamo prima non avremo bandito questi concorsi. Come si può pensare che un Comune voglia spendere soldi per organizzare concorsi che sa di non potersi permettere? Ragionamenti così sono fatti con tutto tranne che con il cervello». Ma per gli aspiranti impiegati comunali non tutto sembra perduto. «Stiamo rifacendo i conteggi - spiega il sindaco - e ci auspichiamo di assumere tutti i vincitori e anche quelli che si trovano in graduatoria, perché è personale di cui abbiamo bisogno. Nel 2001 furono fatti due concorsi, per la Municipale e per geometri, e con gli anni, quando c'è stato bisogno di assunzioni, abbiamo scorso la graduatoria e abbiamo assunto fino all'ultima persona». Per i freschi vincitori dei concorsi si prospetta al massimo un ritardo dell'assunzione. «Ma una cosa - conclude Bonifazi - deve essere chiara, e cioè che chi ha vinto un concorso ha acquistato un diritto». (f.f.)
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