Il dolore
«Coseca non ha lavorato per noi»
Il sindaco Faenzi risponde alla società dopo la cessione delle quote
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CASTIGLIONE. La risposta del sindaco Faenzi al Coseca, dopo la cessione delle quote, non si fa attendere. «Abbiamo aspettato sin troppo a uscire dal Coseca, avremmo dovuto farlo già molti anni fa - dice - Non c'era ragione di aspettare oltre perchè negli anni che il Comune si è servito dei servizi offerti dal Coseca, a Punta Ala e Roccamare, questi sono stati erogati male e sono costati molti soldi all'amministrazione». Monica Faenzi respinge l'ipotesi che la sua sia stata una manovra politica e non la scelta dettata dalla possibilità di tagliare rami secchi. «È solo una questione pratica - dice - perché la Finanziaria 2008 ha permesso agli enti locali di uscire dai consigli di amministrazione di quelle società che non producono beni e servizi nel territorio e di mantenere invece quelle che prestano servizi di interesse generale». E anche sulla tempistica, considerata affrettata dal Coseca e dall'opposizione, di uscire dalla società in vista della gestione unica dei rifiuti, la Faenzi dice: «Forse il cda del Coseca dimentica che questa decisione sarebbe dovuta essere presa già molti anni fa pertanto ribadiamo la nostra scelta consapevoli dell'approvazione in consiglio comunale dello statuto dell'Ato Toscana Sud che prevede l'aggiudicazione del servizio ad un unico gestore. Quando il gestore unico verrà costituito saremo ben lieti di farvi parte». Oltre che dal Coseca l'amministrazione di Castiglione della Pescaia ha votato nell'ultimo consiglio comunale la delibera che consentirà al Comune di uscire da altre due società partecipate, Far Maremma (sviluppo economico) e Mattatoi di Maremma (macellazione), mentre resta nell'Azienda Multiservizi (interamente partecipata dal Comune, Acquedotto del Fiora, Epg Spa, Fiorareti Spa, Rama Spa, Intesa Spa.
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