Il Tirreno

Grosseto

Coro di Natale sì, ma di protesta

Alfredo Faetti
<strong>LA MAGLIETTA.</strong> Il sindaco Bizzarri e il presidente Marras
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LA MAGLIETTA. Il sindaco Bizzarri e il presidente Marras

L'idea del sindaco Bizzarri contro il piano di organizzazione delle Poste

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SCARLINO. Istituzioni, sindacati e cittadini si sono riuniti martedì sera al Puntone per parlare del piano di razionalizzazione deciso da Poste Italiane. Tante le testimonianze, ancora di più le accuse rivolte al direttore provinciale Fabio Gallinella. E il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri gli promette un regalo di Natale se le cose non cambieranno: una manifestazione a Grosseto.  Ce n'erano molti di volti noti della politica nostrana nella sala Auser del Puntone: il presidente della Provincia Leonardo Marras, il presidente del consiglio provinciale Sergio Martini, i sindaci Maurizio Bizzarri (Scarlino), Marcello Giuntini (Montieri), Pierandrea Vanni (Sorano), Alessandro Giannetti (Monterotondo) e Franco Cherubini (vice sindaco di Cinigiano). Ognuno di loro ha portato la testimonianza del proprio territorio. Nel susseguirsi dei vari interventi, il nome che più volte viene chiamato in causa è quello di Fabio Gallinella, direttore provinciale di Poste. Il suo essere un «mero esecutore dei vertici di Roma», come lo ha definito Giannetti, non gli ha risparmiato il banco degli imputati. «Gallinella con Sorano - spiega Vanni - ha avuto un atteggiamento scorretto, contraddittorio e arrogante. Nel dicembre 2009 è crollato il tetto dell'ufficio di San Quirico. Inizialmente disse che era interesse della società, dato che rendeva, ristrutturare la sede per mantenere il servizio nella frazione. In seguito, davanti al prefetto, ha contraddetto se stesso e si è rimangiato la parola». Gallinella, seppur invitato, non si è presentato al Puntone facendo sapere di non poter portare nessun nuovo elemento al dibattito in quanto «la situazione ancora bloccata a livello nazionale».  Già, perchè il piano al momento è "congelato". «Serve solo per prendere tempo» ha ribadito Bizzarri, «non mi aspetto niente di buono dalle Poste». Il giro di interventi lo apre proprio il sindaco di Scarlino, parlando dell'ufficio del Puntone, che, stando al piano, verrà chiuso: «Questa è una frazione in espansione. Se questo piano non è giusto nell'entroterra, qui lo è ancora di meno». Dell'entroterra ha parlato invece Cherubini: «togliere questi servizi vuol dire far diminuire la popolazione in punti importanti del territorio. Non si può ragionare solo con i numeri». Anche perchè non sempre i numeri spiegano le decisioni. Un esempio è la testimonianza di Giannetti: «Prima avevamo tre uffici postali nel comune di Monterotondo; adesso solo uno nel capoluogo. Eppure non può essere un problema di utenza, dato che la popolazione è cresciuta di 200 persone». L'ultimo intervento è quello di Marras. «Se riusciamo a fare un sistema comune dei servizi riusciremo ad avere maggior potere contrattuale ed entreremo nel ragionamento di mercato». Le conclusioni sono toccate a Bizzarri, il quale ha continuato a gettare benzina sul fuoco. «Se Gallinella non si siederà a un tavolo di contrattazione e le cose non cambieranno, prenderemo in esame misure più forti. Ad esempio, come suggerito da un comitato ("Due Giugno" ndc), potremmo fare un bel regalo di Natale al direttore, organizzando insieme ai cittadini una manifestazione a Grosseto sotto gli uffici delle Poste».

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