Sicurezza
A Firenze contro la privatizzazione dell'acqua
El.Gi.
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Tania Amarugi Amarugi: «Il sindaco non sta facendo niente nonostante le firme dei cittadini»
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GROSSETO. No alla privatizzazione dell'acqua. Il 4 dicembre è giorno di mobilitazione nazionale per l'acqua pubblica, indetta dal forum dei movimenti dell'acqua italiano e articolata in ogni regione con iniziative varie. La Toscana è la regione pilota. Ad inaugurare il percorso è stato Arezzo, ma loro, quelli del forum toscano dei movimenti per l'acqua e i comitati provinciali referendum acqua pubblica (che hanno raccolto 10mila firme in provincia di Grosseto, sul milione e 400mila raccolte a livello nazionale) non ci stanno. Il 4 dicembre alle 14,30 saranno sotto la sede della Regione Toscana, in via Cavour, per «dare battaglia in difesa di un bene primario che dev'essere tutelato dalle speculazioni di chi con l'acqua vuole fare affari - spiega Giuliana Gentili, con Tania Amarugi, Roberto Barocci, Chielli - Saremo lì perché vogliamo lanciare una vertenza con la Regione, che è stato il primo che ha privatizzato l'acqua e noi ne stiamo subendo le conseguenze». Gli aspetti sono diversi, «dall'aumento delle tariffe al fatto che la Regione sta commissariando gli Ato riducendo ulteriormente il potere dei sindaci che avranno solo potere consultivo». In provincia l'acqua non sarebbe tutelata, secondo Gentili, per almeno due aspetti. «Sull'Amiata c'è una potente riduzione dell'acquifero del Fiora per lo sfruttamento geotermico che la Regione vuole ancora incrementare. Ciò sta portando a una concentrazione di sostanze pericolose come l'arsenico. E i sindaci, cosa dicono? Secondo Amarugi le risposte sono deludenti. «Con tristezza - dice - noto che il nostro sindaco, a fronte di una crescente sensibilizzazione civica sul tema sta ignorando l'espressione di partecipazione».
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