Il Tirreno

Grosseto

Una rottura dopo l'altra 80 milioni da banca Mps all'acquedotto colabrodo

Francesca Ferri
Una rottura dopo l'altra 80 milioni da banca Mps all'acquedotto colabrodo

Due falle in due giorni, superlavoro per salvare la Maremma dalla sete. Ma ora col prestito di Siena...

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GROSSETO. La Dorsale Fiora, colabrodo dell'acquedotto grossetano. Dopo una falla che si è aperta lunedì vicino a Baccinello, in località Fronzina si è spalancato un altro buco nella principale conduttura dell'acquedotto che disseta la provincia di Grosseto.  A provocare il danno sono stati gli smottamenti di terreno dovuti alle forti piogge di questi giorni. Sei tecnici dell'Acquedotto del Fiora e della ditta privata che si occupa delle riparazioni hanno lavorato per l'intero pomeriggio di lunedì e per tutta la notte successiva per risaldare la conduttura a Baccinello, quando un secondo, inaspettato zampillo è uscito a neanche quattro chilometri di distanza, a Fronzina, nel comune di Campagnatico. La squadra si è rimessa a lavoro già dalla mattinata di ieri fino al tardo pomeriggio ma, per rattoppare la falla, c'è stato bisogno di chiudere il rubinetto generale dell'intero acquedotto al nodo idraulico di Casa Belardi, sempre a Scansano. Con il risultato che, per la seconda volta nel giro di quarantotto ore, nelle case di mezza provincia non è arrivata acqua.  Un problema di non poco conto, quello delle rotture nella rete idrica della provincia di Grosseto. Nel piano di investimenti da qui al 2026, il Fiora ha previsto 300 milioni di euro per il mantenimento e il ripristino delle infrastrutture esistenti, a fronte di un budget complessivo di 550 milioni di euro. Ventisette milioni e 300mila euro sono stati investiti negli ultimi due anni, il resto nei prossimi quindici, ed è la voce in assoluto più corposa del piano di investimenti. Il secondo più importante investimento per importo di denaro, infatti, quello per l'approvvigionamento idrico e il miglioramento della qualità dell'acqua, non raggiunge i 79 milioni di euro.  Ma ecco che, al volgere dell'anno, una buona notizia arriva dal Monte dei Paschi. Lo scorso 24 novembre la banca senese, insieme alla Cassa Depositi e Prestiti e Centrobanca, ha concesso all'Acquedotto del Fiora un prestito ponte di 80 milioni di euro. A tirare un sospiro di sollievo non sono solo le arterie idriche della rete, che potranno così contare su una più efficace manutenzione, ma anche il Comune di Grosseto. Perché oltre alle perdite lungo le condutture, l'Acquedotto del Fiora fa acqua anche nel saldo di debiti con l'amministrazione grossetana. Via Mameli, sede dell'Acquedotto, deve ancora un milione di euro alle casse comunali per gli oneri dovuti per la realizzazione del depuratore di Alberese. Il contratto di compravendita prevede che il Fiora versi l'importo in tre tranche. La prima, alla firma del contratto, è stata saldata; la seconda, prevista per lo scorso marzo, è saltata; la terza dovrà arrivare a gennaio 2011. E con gli interessi. Non si tratta di fare i pignoli: il Comune deve rispettare il patto di stabilità e, tirando la cinghia, mancano all'appello 300mila euro, da trovare entro la fine di dicembre. Il tanto sospirato saldo del Fiora potrebbe fare la differenza. Al Bilancio sono ottimisti.

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