Il dolore
La Provincia studia come aggirare il vincolo di stabilità
Un dribbling al Patto per rilanciare i cantieri
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IL PRESIDENTE. Leonardo Marras è intervenuto agli stati generali delledilizia 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Marras: «Per l'edilizia si è concluso il ciclo dell'effervescenza. In futuro si contrarrà la capacità di spesa degli enti pubblici. Stiamo pensando ad un'agenzia per gli investimenti». Lunedì agli stati generali delle costruzioni, il presidente Marras ha invitato gli imprenditori edili a riflettere sul fatto che sono passati i tempi del boom edilizio e che le risorse pubbliche sono scarse. «Credo che l'attività edile del futuro vada indirizzata a costruzioni e infrastrutture a servizio delle attività produttive, oltre che al recupero di zone degradate. D'altra parte - ha detto - è evidente come la rendita immobiliare costituisca uno degli elementi frenanti rispetto alla necessità d'innovazione. Ovverosia la conservazione rispetto a ogni necessaria trasformazione, si tratti di impianti tecnologici di servizio o di nuove infrastrutture». «Guardando alla capacità di spesa delle Autonomie locali per i prossimi anni - ha aggiunto Marras - è chiaro che il combinato disposto di Patto di stabilità, taglio dei trasferimenti con la manovra correttiva di luglio e Legge di stabilità 2011, costringeranno una stazione appaltante come la Provincia ad agire in una logica recessiva. Basti considerare che dai 117 milioni di euro dell'assestamento di bilancio del 2010, passeremo ai 92 milioni del bilancio preventivo 2011, con una perdita secca di 25 milioni di capacità di spesa (corrente e per investimenti)». L'unica possibilità che resta, quindi, per continuare a sostenere gli investimenti in infrastrutture è riallocare la capacità di spesa, reimpiegando per quanto possibile i 104 milioni di residui passivi per opere pubbliche, che sono stati bloccati dal Patto di stabilità. «Ciò significherà poter contare solo su una quarantina di milioni di euro, che saranno destinati a tre o quattro grandi infrastrutture pubbliche da qui alla fine del mandato - aggiunge - nella consapevolezza che questo corrisponde ad una riduzione del 30% della spesa per investimenti rispetto a quella media della Provincia negli ultimi cinque anni in termini assoluti. Ma ben più pesante se attualizzata ai prezzi correnti». Operazione che, secondo il presidente, sarà possibile nella misura in cui saranno spostate risorse sulla spesa corrente da quella in conto capitale, così da aggirare, in qualche modo, i rigidi vincoli imposti dal Patto interno di stabilità. «Una scommessa che ci vede impegnati, sulla falsariga di quello che pochissimi stanno facendo in Italia, nella costituzione di una "agenzia per gli investimenti" della Provincia, che sia in grado di finanziare le opere strategiche senza ricorrere ai meccanismi tradizionali delle gare d'appalto gestite direttamente, ma utilizzando nuovi strumenti come il leasing immobiliare "in costruendo" - aggiunge - e ad ogni modo, tutto questo non sarà indolore e comporterà scelte difficili - perché sul piano amministrativo dovremo rinunciare a molte delle attuali funzioni - che avranno una forte ricaduta sociale e sulle quali chiameremo presto impresa e forze sociali ad un confronto di merito. Per affrontare questa stagione di grande cambiamento - ha concluso il presidente della Provincia - occorre partecipazione e consapevolezza diffusa».
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