Il Tirreno

Grosseto

Taglierino e parrucca, fu bloccato da passanti. Sull’auto pronta per la fuga il verbale di divieto di sosta

Prima la multa, ora la condanna

Pierluigi Sposato
<b>RAPINA LAMPO.</b> Il ragazzo fu arrestato subito dai carabinieri che sequestrarono parrucca e occhiali utilizzati per non farsi riconoscere, il giudice lo ha condannato a due anni e due mesi
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RAPINA LAMPO. Il ragazzo fu arrestato subito dai carabinieri che sequestrarono parrucca e occhiali utilizzati per non farsi riconoscere, il giudice lo ha condannato a due anni e due mesi

Due anni e 2 mesi al rapinatore preso dopo il colpo al Monte dei Paschi

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 ORBETELLO.Con una parrucca da donna e occhiali da sole, minacciando impiegati e clienti con un taglierino, era entrato in banca e, scavalcato il bancone, si era fatto consegnare soldi e assegni. Aveva infilato il bottino in uno zaino ed era fuggito in bicicletta. Inseguito da un giovane per le strade del centro, era stato poi arrestato dai carabinieri.  Fu una rapina-lampo, anche nei tempi della cattura, quella di cui il 27 luglio scorso, intorno a mezzogiorno, era stato protagonista Giuseppe De Lucia, un 21enne di Latina, che aveva preso di mira il Monte dei Paschi di Siena in via Mura di Ponente a Orbetello. Anche la giustizia è stata velocissima. Processato con il rito immediato e con l'abbreviato condizionato all'interrogatorio dell'imputato - che ha confessato ogni responsabilità, dichiarando di essere in stato di bisogno - De Lucia è stato condannato dal giudice Muscogiuri a 2 anni e 2 mesi più 600 euro di multa, con lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito. Il giudice ha disposto la confisca e la distruzione della parrucca e invece la restituzione della bici e dello zaino. Rapina a mano armata, porto abusivo del taglierino fuori della propria abitazione, minacce col taglierino al giovane che lo aveva inseguito e aveva raccolto lo zaino perso da De Lucia («ti ammazzo») erano state le contestazioni mosse dal pm Navarro: 64 mila euro in contanti e 46 mila in assegni (totale dunque 110 mila) il considerevole bottino. Il giovane si era allontanato in bicicletta ma era stato inseguito da uno dei testimoni in banca e da un suo amico. Nella fuga precipitosa per le strade del centro, De Lucia aveva perso lo zaino: era tornato indietro per recuperarlo ma era stato anticipato da uno dei giovani che lo aveva inseguito. E qui De Lucia avrebbe detto la frase «ti ammazzo» pronunciata brandendo lo stesso taglierino della rapina. L'inseguimento veniva proseguito da un brigadiere e finalmente i carabinieri - nel frattempo avvertiti da un altro cliente della banca, che aveva dato indicazioni sull'abbigliamento e sulla caratteristiche fisiche del rapinatore - lo avevano arrestato: il taglierino non c'era più (forse gettato nella laguna) ma bici, parrucca, camicia e occhiali descritti dai testimoni erano proprio quelli. Per non parlare del contenuto dello zaino, subito restituito alla banca. La confessione ha poi fugato ogni dubbio residuo, qualora ve ne fossero stati. L'Arma aveva poi ricostruito che De Lucia - uscito cinque giorni prima dai domiciliari - aveva posteggiato l'auto, una Mini Cooper (aveva anche preso una multa per divieto di sosta nonostante il ticket) e si era poi recato in centro con la bici per mettere a segno il colpo.

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