Sicurezza
Muore dopo venti giorni di agonia
Fiora Bonelli
◗
VITTIMA. Corrado Tonioni Rimasto ustionato da un fornello, era stato ricoverato a Genova Il sindaco di Semproniano: «Addolorati, era un grande lavoratore»
2 MINUTI DI LETTURA
SEMPRONIANO. È morto nella nottata di lunedì dopo venti giorni di agonia, passati in un letto del centro ospedaliero grandi ustionati di Genova. Corrado Tonioni, il sessantacinquenne di Catabbio, frazione di Semproniano, che l'11 novembre scorso si era ustionato con una pentola lasciata cadere dal fornello acceso. Le ustioni avevano interessato sia le gambe sia il volto e il collo del Tonioni (già sofferente di una disabilità permanente) e la parte superiore del corpo era stata completamente avvolta dalle fiamme alimentate dal maglione indossato dall'uomo che aveva preso fuoco. Era stata la sorella, con cui l'uomo viveva, ad accorere in cucina attirata dalle urla del fratello. Era stata la stessa donna a spegnere le fiamme gettando acqua addosso al fratello. Nonostante il tentativo della donna di limitare i danni il corpo dell'ex autista in pensione è rimasto ustionato gravemente. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai medici dell'Ospedale Misericordia di Grosseto dove l'uomo era stato portato dall'elisoccorso Pegaso. Tanto che i medici avevano deciso di trasferire il paziente al centro specializzato di Genova. Corrado Tonioni viveva con una sorella a Catabbio, dopo la morte della moglie avvenuta alcuni anni fa. «Siamo davvero addolorati, commenta il sindaco di Semproniano Gianni Bellini. Devo dire che speravamo tutti, qui a Semproniano e a Catabbio, che col passare dei giorni Corrado ce la facesse, anche se sapevamo che le condizioni di partenza erano gravissime. Ustioni in tutto il corpo, volto compreso. Corrado era una persona che si faceva voler bene. Grande lavoratore, era stato autista di camion con cui trasportava latte o anche rena e pietrisco. Ma si dedicava pure a lavori di campagna, perché senza far nulla non ci poteva stare. Ultimamente frequentava il Centro sociale L'Aquilone di Montelaterone, perché amava stare in compagnia. Insomma un uomo perbene del nostro territorio». I funerali si sono svolti ieri pomeriggio a Cellena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
