Italia
IL SALUTO DEL PRIMARIO
Grazie Grosseto: un'esperienza indimenticabile in un ospedale di altissima professionalità
Mario Toti
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IN PENSIONE. Il primario Mario Toti è arrivato al Misericordia venti anni fa 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Per vent'anni ha lavorato al Misericordia. E ora che è arrivato al traguardo della pensione, il primario del reparto di malattie infettive Mario Toti, ha voluto salutare la città e l'azienda per la quale ha lavorato, con una lettera che pubblichiamo di seguito. Mando queste considerazioni che hanno lo scopo di ringraziare una città, Grosseto, ed i suoi abitanti che quasi 20 fa mi hanno accolto con incredibile cordialità e gentilezza. Infatti, dopo 18 anni e 9 mesi, per raggiunti (e forse anche sorpassati) limiti di età lascio la dirigenza del reparto Malattie Infettive dell'ospedale Misericordia, reparto nato ufficialmente dalle ceneri della vecchia sezione della Medicina, appunto il 1º marzo 1992, quando sono arrivato a prestare servizio proprio qui a Grosseto. Da quella domenica di circa 19 anni fa ho visto tantissime cose, come per esempio metà del raddoppio della Due Mari; il derby Siena - Grosseto (meglio sarebbe stato in serie A, ma non si può avere tutto), ma soprattutto ho visto una grande crescita di tutta la sanità grossetana, anche se, ovviamente. La mia esperienza è stata quasi esclusivamente ospedaliera. Questo tengo veramente a precisarlo e a ribadirlo, perché troppo spesso si tende a guardare l'erba del vicino che invece, raramente, è la più verde. Il nostro ospedale ha grandi professionalità e, in particolare, non ha nulla da invidiare ad altre strutture sanitarie dello stesso livello. In questa città il sottoscritto, oltre ad esserci stato benissimo, ha raggiunto traguardi professionali che, in tutta onestà, non avrebbe mai pensato di poter raggiungere. E questo grazie a tutte le varie amministrazioni che si sono succedute (ho perso il conto, ma credo che siano state 5 o 6) ma soprattutto grazie a dei collaboratori meravigliosi che non potrò mai ringraziare abbastanza. Comunque tutto sarebbe stato inutile senza il calore, la generosità e, spero, anche l'affetto dei grossetani che mi hanno subito fatto sentire a casa mia. Senza ombra di dubbio è molto più quello che ho ricevuto di quello che ho dato e per questo le chiedo di permettermi di dire un fortissimo «Grazie Grosseto».
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