La manifestazione
"Tutti per uno", ma c'è da sceglierlo
Enrico Pizzi
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CANDIDATI. Da sinistra Cerboni, Lolini, De Carolis, Carlotti, Montemaggi e Aureli Sei candidati per un unico posto: il Pdl presenta la squadra per il Comune
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GROSSETO. Il candidato sindaco di Grosseto per il Pdl arriverà sotto l'albero di Natale e, chiunque esso sia, gli altri cinque che hanno dato la loro disponibilità lavoreranno come una squadra. Questo il senso dello slogan «Uno per tutti, tutti per uno» che il coordinatore provinciale del Pdl Luca Agresti ha utilizzato per presentare i sei possibili candidati sindaco che il Popolo della Libertà mette in pista in vista delle amministrative del 2011. Si chiude la prima parte di un percorso avviato dal coordinamento provinciale alla fine di aprile e si entra, adesso, nella fase della scelta del candidato sindaco: sondaggio sui sei candidati, ma responsabilità della scelta tutta sul coordinamento provinciale. Il Pdl grossetano ostenta sicurezza. «A questo tavolo - dice chiudendo al serie degli interventi il consigliere regionale Alessandro Antichi - siede il settimo sindaco di Grosseto». L'onorevole Monica Faenzi sottolinea come l'obiettivo fosse quello di trovare persone disponibili a candidarsi, che fossero in grado di governare Grosseto. «Se ci fosse stato solo da battere Bonifazi - dice - sarebbe stato meno impegnativo, vista l'inconsistenza dell'avversario». Sia Monica Faenzi che il consigliere regionale Andrea Agresti rimarcano sul fatto che i possibili candidati sono tutti grossetani. «Abbiamo il meglio del meglio - dice la parlamentare - e sono tutti di Grosseto, nati e cresciuti qui, conoscono punti di forza e di debolezza di questa città». «Per amministrare - le fa eco Agresti - non basta essere bravi contabili, burocrati della politica, ma ci vuole il cuore e il cuore ce lo mette chi, in questa città, ci è nato, ci è vissuto, ci vede crescere figli e nipoti». C'è soddisfazione, poi, per il percorso fatto fino ad oggi. «Il nostro - dice Antichi - è un percorso virtuoso, un esperimento che a buon diritto può essere considerato pilota a livello regionale e nazionale». Un percorso che ha radici lontane. Lo ricorda Luca Agresti e lo sottolinea Antichi che lanciò, un anno fa, nell'assemblea degli eletti, in sala Pegaso, l'idea di utilizzare lo strumento delle primarie. «Una provocazione, ma non troppo - dice - il tentativo di attivare processi partecipativi per l'individuazione dei candidati». Antichi sa che le regole interne al Pdl non prevedono le primarie, e dunque il percorso fatto «era l'unico possibile», ma non demorde e rilancia. «Se il sondaggio sarà una traccia per il coordinamento provinciale - dice - suggerisco che per avere altre indicazioni sulla decisione da prendere si riunisca anche l'assemblea degli iscritti». Il coordinatore del Pdl Luca Agresti, frena. L'assemblea degli iscritti ci sarà, ma servirà soprattutto per mettere a punto e condividere il programma. E anche per il programma sarà fatto un sondaggio, come per il candidato. Una volta scelto il candidato sindaco, il Pdl comincerà a stringere con i possibili alleati. Va da sé il rapporto con la Lega, ma Agresti guarda anche fuori dal centrodestra, magari tra quei «feriti» lasciati dall'amministrazione Bonifazi. Il riferimento, implicito, potrebbe essere al Movimento per il Bene Comune di Tania Amarugi. All'Udc di Gabriele Bellettini, invece, Agresti rinnova l'invito a scegliere e ad unirsi al percorso del centrodestra. Più tardi accadrà, meno voce in capitolo avranno, gli alleati, nella scelta del candidato.
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