Il Tirreno

Grosseto

Oltre 5000 doppiette in 160 squadre: domani tutti a sparare ai cinghiali

Oltre 5000 doppiette in 160 squadre: domani tutti a sparare ai cinghiali

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Domani per i cacciatori maremmani è il fatidico primo giorno al cinghiale. Oltre cinquemila doppiette si ritroveranno al rialto per avviare la stagione 2010-2011, che si concluderà il 31 gennaio. Centosessanta le squadre iscritte al registro della Provincia, su tre Ambiti territoriali (Atc 6, 7 e 8).

Centinaia gli ospiti che si aggiungeranno da altre province del Nord-Italia. Un movimento in grado di "toccare" le economie del territorio, di ripopolare zone marginali. I cacciatori che amano questa disciplina fanno rivivere alla Maremma tradizioni e usanze ataviche, momenti di aggregazione e di cultura che altrimenti andrebbero perduti. Ma qual è il fascino, più o meno nascosto, della caccia al cinghiale? Perché la Maremma, più di altri territori, ne è depositaria? La risposta è semplice; è racchiusa nelle curiosità, negli aneddoti, nella spontaneità di gesti e rituali.

Qui può capitare che un giovane "al battesimo". spari ad un animale di 70 chili senza ucciderlo e poi se lo veda inabissare nelle acque di una diga artificiale, prima di ripescarlo in costume adamitico dopo un'ora di peripezie; con un piccolo particolare: la temperatura sotto zero. Oppure che un cacciatore si guadagni il soprannome di Carambola per essere riuscito in due occasioni ad uccidere un cinghiale dopo che la palla aveva rimbalzato altrove. E ancora il grido giacobino di Viva Maria, urlato subito dopo l'uccisione della preda. Queste storie si possono rivivere nella bacheca del bar di paese, nei circoli dove la sera si fa la partita a scopone, sui siti internet o sulle pagine dei giornalini, sempre fissate nella memoria di protagonisti e testimoni. E tra i tanti che nel passato recente hanno scelto di cacciare il cinghiale in provincia di Grosseto anche molti personaggi noti: gli ex calciatori Baggio a Carnasciali, i campioni Enrico Zaina e Yuri Chechi, perfino Stefania Craxi.

E non sempre per far parte del gruppo serve il porto d'armi. A volte basta la passione: si va alla bracca e si sbercia. Basta domandarlo al presidente della Provincia Leonardo Marras: lo ha fatto per anni, a Sassofortino. Ieri il presidente provinciale di Federcaccia Luciano Monaci ha salutato tutti gli amanti di questa pratica con una lettera che si conclude così: «Tutti a caccia con un occhio particolare alla sicurezza, rispolverando le raccomandazioni dei nostri vecchi: nella caccia non conta la quantità ma la qualità. Non dimentichiamo che una giornata di caccia è una ricarica naturale, un momento di gioia. Un in bocca lupo a tutti». Pubblicato e sottoscritto.

(g.bald.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web