Finanza
A rischio 500 posti di lavoro
Fiora Bonelli
2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Claudio Franci a tutto campo sulle emergenze di Castel del Piano. Il sindaco punta i piedi su imprenditoria e turismo e tocca i tasti più sensibili dell'economia messa a dura prova dalla mancata riqualificare l'area artigianale che dà lavoro a 500 persone.
Franci parte dalla parte alta della montagna, prima di affrontare il problema della zona artigianale e della viabilità rurale. Praticamente i tre snodi dell'economia che fanno della cittadina del Monte Amiata uno dei paesi più forti dell'Amiata grossetana. «Intanto un'emergenza immediata - dice Franci -; è quella di un posteggio per i camperisti alle Macinaie. Adesso stazionano tutto intorno al prato e rendono la vita impossibile agli automobilisti. È urgente trovare una parcheggio». Una competenza mista, spiega Franci, perché è parte del Comune di Castel del Piano e parte della Provincia di Grosseto. «Siamo in vista della stagione invernale - afferma il sindaco -, e questo problema andrebbe affrontato con somma urgenza. Il turismo rappresenta per noi una risorsa importantissima e in particolare questa tipologia di turismo che crea un indotto significativo in tutte le stagioni, ci interessa molto». Ma l'economia di Castel del Piano si regge soprattutto sulle attività industriali e artigianali, «Abbiamo - dice Franci -, 40 aziende che danno alvoro a 500 persone. Credo che questi numeri parlino da soli. La nostra area artigianale delle Cellane che le ospita, deve e dico deve, essere riqualificata. Abbiamo partecipato al bando pubblicato agli inizi di maggio dalla Regione sull'utilizzo dei fondi comunitari finalizzato alla riqualificazione delle aree artigianali esistenti, che ci offre l'opportunità di partecipare con un progetto in grado di affrontare le criticità determinate dallo sviluppo degli insediamenti produttivi avvenuto nel corso degli anni: viabilità di accesso oggi con un'alta incidenza di traffico e di pericolosità, che impone la realizzazione di una nuova strada di ingresso.
Il piano strutturale approvato dalla precedente amministrazione prevedeva un tracciato che oggi prendiamo a riferimento come asse centrale sul quale riqualificare l'area». Ma non è finita qui: «L'altro aspetto - continua Franci - riguarda la riqualificazione del depuratore a servizio dell'area, realizzato ormai oltre 20 anni fa e che ha bisogno di essere ridimensionato in virtù dei nuovi carichi industriali e delle norme di legge. E assieme al depuratore dovrà essere affrontato anche il problema della gestione, impegno sancito anch'esso all'atto della sua costruzione e sempre derogato. In ultimo, l'adeguamento dell'area alle nuove performances ambientali».
Franci parte dalla parte alta della montagna, prima di affrontare il problema della zona artigianale e della viabilità rurale. Praticamente i tre snodi dell'economia che fanno della cittadina del Monte Amiata uno dei paesi più forti dell'Amiata grossetana. «Intanto un'emergenza immediata - dice Franci -; è quella di un posteggio per i camperisti alle Macinaie. Adesso stazionano tutto intorno al prato e rendono la vita impossibile agli automobilisti. È urgente trovare una parcheggio». Una competenza mista, spiega Franci, perché è parte del Comune di Castel del Piano e parte della Provincia di Grosseto. «Siamo in vista della stagione invernale - afferma il sindaco -, e questo problema andrebbe affrontato con somma urgenza. Il turismo rappresenta per noi una risorsa importantissima e in particolare questa tipologia di turismo che crea un indotto significativo in tutte le stagioni, ci interessa molto». Ma l'economia di Castel del Piano si regge soprattutto sulle attività industriali e artigianali, «Abbiamo - dice Franci -, 40 aziende che danno alvoro a 500 persone. Credo che questi numeri parlino da soli. La nostra area artigianale delle Cellane che le ospita, deve e dico deve, essere riqualificata. Abbiamo partecipato al bando pubblicato agli inizi di maggio dalla Regione sull'utilizzo dei fondi comunitari finalizzato alla riqualificazione delle aree artigianali esistenti, che ci offre l'opportunità di partecipare con un progetto in grado di affrontare le criticità determinate dallo sviluppo degli insediamenti produttivi avvenuto nel corso degli anni: viabilità di accesso oggi con un'alta incidenza di traffico e di pericolosità, che impone la realizzazione di una nuova strada di ingresso.
Il piano strutturale approvato dalla precedente amministrazione prevedeva un tracciato che oggi prendiamo a riferimento come asse centrale sul quale riqualificare l'area». Ma non è finita qui: «L'altro aspetto - continua Franci - riguarda la riqualificazione del depuratore a servizio dell'area, realizzato ormai oltre 20 anni fa e che ha bisogno di essere ridimensionato in virtù dei nuovi carichi industriali e delle norme di legge. E assieme al depuratore dovrà essere affrontato anche il problema della gestione, impegno sancito anch'esso all'atto della sua costruzione e sempre derogato. In ultimo, l'adeguamento dell'area alle nuove performances ambientali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google