Finanza
Sui manifesti la rivolta di Rispescia
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MANIFESTO. Dove vengono elencate dai cittadini le magagne della frazione L'associazione attacca il Comune: «4 anni di promesse non mantenute»
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GROSSETO. La città e le frazioni di Alberese e Rispescia sono letteralmente tappezzate di grandi manifesti gialli firmati dall'associazione culturale-sportiva Ombrone. Stiamo parlando di manifesti di protesta in cui si attacca - in modo frontale - l'amministrazione comunale di Grosseto. L'iniziativa parte da Rispescia e a metterci la faccia è Adolfo Ghiribelli, il capopopolo della frazione. «Abbiamo affittato 120 spazi pubblicitari così da poter affiggere altrettanti manifesti contro il Comune, che ci prende in giro da 4 anni, tra promesse e buone intenzioni, ma senza fatti concreti». Segue una serie di critiche per ciò che non è stato fatto, a partire dal nuovo regolamento urbanistico. «L'amministrazione - sono parole di Ghiribelli - ha organizzato forum, incontri con i cittadini, percorsi partecipati e quant'altro ma il regolamento ancora non c'è. A che punto siamo? A quel documento è legato infatti lo sviluppo del territorio e del suo comparto economico». Ma il vero nodo del contendere sarebbe l'utilizzo dei locali dell'ex Enaoli «che - spiega ancora Aldofo Ghiribelli per conto dell'associazione Ombrone - il Comune ha riottenuto dalla Regione Toscana. Noi vogliamo che almeno una parte di quell'immobile sia concesso ai residenti di Rispescia, che oggi non hanno un luogo pubblico in cui riunirsi in assemblea». Nel mirino finisce anche Legambiente, che lì ha la sede del centro II Girasole e dì altre attività. «A che titolo ci sta? Quanto paga?», si legge nei manifesti. L'associazione contesta, inoltre, il sindaco Emilio Bonifazi «che - dice Ghiribelli - in un'assemblea pubblica nella sala parrocchiale di Rispescia promise la realizzazione di una pista ciclabile di collegamento con Alberese e il Parco regionale della Maremma. Non è stato fatto nulla e nulla si è saputo: eppure aveva preso un impegno davanti a tante persone...». Non solo. Gli amministratori grossetani «avevano promesso una nuova segnaletica a Rispescia, ma ancora non c'è niente all'orizzonte. Un rondò, che non è stato mai fatto, un campo sportivo. Ora - a pochi mesi dal voto - vogliamo delle risposte certe». E da qui è nata l'idea di rendere l'intera città partecipe di questa vicenda. L'elenco delle lamentele si conclude con altre promesse rimaste tali. «A Rispescia mancano le fogne delle acque bianche e i marciapiedi; e ci sono ancora strade sterrate, roba da terzo mondo». (gb)
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