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Grosseto

Fusini: «La Cna non fa politica»

<b>FUSINI.</b> Presidente della Cna
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FUSINI. Presidente della Cna

Le richieste al sindaco vengono dal tessuto produttivo

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 GROSSETO. Quando un vaso si rompe, anche aggiustandolo non torna mai lo stesso di prima. E l'impressione è che nei rapporti fra Comune e Cna non si riesca neppure a incollare i pezzi fra loro. Certo è che il botta e risposta sulla serie di problemi avanzati dall'associazione degli artigiani va avanti. E Gabriele Fusini, presidente della Cna, soprattutto non ha gradito alcune allusioni di Bonifazi: «Noi non facciamo politica, deve essere chiaro. Ci limitiamo a portare avanti le istanze dei nostri associati, a cercare di risolvere i loro problemi. Adesso ce ne sono alcuni pressanti, per questo abbiamo posto pubblicamente delle questioni. Insomma, non si deve vedere per forza un complotto, ma delle legittime richieste che vengono dal tessuto produttivo cittadino».  Nel merito Fusini contesta le risposte date dal primo cittadino. Innanzitutto sulla commissione per l'assegnazione delle aree Pip: «Il sindaco dice che la presenza eccessiva di rappresentanti delle associazioni crea dei litigi che portano ritardi e che quindi andrebbe rimodulata. Mi limito a sottolineare che il "litigio" è venuto fuori perché ci siamo accorti che, con alcuni sotterfugi, come il cambio di ragione sociale, o la presenza di controllate, alcune aziende erano presenti in più di una graduatoria, a scapito di piccole realtà artigiane. E lo abbiamo fatto notare. Sennò che commissione di controllo è?»  Anche sui rifiuti Fusini non ci sta. In provincia di Grosseto, a differenza di ormai quasi tutta la Toscana, permane la Tarsu, cioè la tassa. Cna chiede il passaggio a Tia, cioè a tariffa. Così si pagherebbe non per i metri quadri, ma per l'effettiva produzione di rifiuti. «Il sindaco parla di agevolazioni per le neoimprese, che ci sono. E ci fanno piacere. Ma nel complesso la maggior parte delle aziende avrebbe solo vantaggi dal passaggio. Nel senese il capoluogo e l'80% dei Comuni sono passati a Tia, è evidente che tanti problemi burocratici non ci sono. Se, invece, è una scelta politica, lo si dica con chiarezza. Sono scelte che non toccano a noi. Poi possono non piacerci, come in questo caso».  Infine le infrastrutture anti-traffico in zona artigianale, fra via Birmania e via Giordania, dove servirebbe un sottopasso o un ponte. «Mi rendo conto che non sono momenti facili per i Comuni, visti i tagli ai trasferimenti e i bilanci ridotti all'osso. Ma proprio da poche settimane è scaduto un bando che dava finanziamenti per la riqualificazione delle aree Pip. Solo Massa Marittima l'ha utilizzato. Mi chiedo: se gli strumenti ci sono, perché non sfruttarli?». (gf)

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