Il Tirreno

Grosseto

Franco Ulivieri contro tutti

Fiora Bonelli
<b>ULIVIERI.</b> Furibondo coi compagni di partito
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ULIVIERI. Furibondo coi compagni di partito

«La Regione affossa le Montane e la Provincia tace»

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 CASTEL DEL PIANO. «La Regione Toscana fa prima di Calderoli, affossa le Comunità Montane e con un colpo di coda antidemocratico zittisce l'opinione politica delle periferie e dei comuni cittadini. Volete le Montane? Bene, ma senza soldi, decreta la Regione, che premia, con finanziamenti certi le Unioni speciali dei Comuni, dando alle Province una bombola di ossigeno».  «Una politica - dice Ulivieri -, che all'Amiata farà perdere prestigio e autonomia di governo, con conseguente impoverimento sia economico che culturale».  Un quadro politico da brivido, è quello che addita e stigmatizza il presidente della Comunità montana Amiata grossetana Franco Ulivieri, che stavolta spara a zero sulla Regione: «Un atteggiamento a dir poco antidemocratico e alla Berlusconi, quello del presidente della Regione e dei suoi tecnocrati - dice -, portato avanti senza guardare in faccia nessuno. Il presidente Rossi avrà anche le sue ragioni, perché all'appello della Regione mancano 320 milioni, ma il metodo politico è antidemocratico». Ulivieri, insomma, dopo aver scritto a Rossi una lettera per convincerlo sull'opportunità di discutere e decidere positivamente sulla sorte delle Montane, senza aver ricevuto risposte significative, torna alla carica. E ci torna sottolineando in particolare l'articolo 107 del documento di programmazione economica elaborato dalla regione prima del bilancio: «Troppo comodo - sbotta Ulivieri -, dire alle Montane "Se volete potete restare, ma senza una lira, che tanto Calderoli le eliminerà". Intanto la proposta di Calderoli è stata approvata solo in Senato e ancora non è legge. Ma la nostra Regione vuol fare meglio di lui e nella sua ristrutturazione, "virtuosamente" afferma che se verranno fatte le Unioni speciali dei Comuni i finanziamenti ci saranno, altrimenti no. È paradossale che si dica che potranno coesistere».  Dopo l'attacco frontale, Ulivieri invoca la necessità di una riflessione politica: «Nonostante sforzi e appelli e richieste di essere ascoltati, non c'è verso di discutere. Non vengono alla discussione neppure i consiglieri del Pd e tantomeno ci viene il presidente Manciulli. Si è disimparato ad ascoltare la gente. E non pensino, sordi a qualsiasi richiamo, che vi sia consenso su questa operazione di eliminazione dell'ente. La gente lo sa che siamo all'esautorazione completa di un territorio di periferia che adesso perde di botto la sua capacità di governo». Poi la Provincia. «Sta aspettando con ansia - continua il presidente - la morte delle Comunità montane per ricevere l'eredità di deleghe e finanziamenti, come dimostra il documento di Upi toscana dello scorso 24 ottobre. Ma le Province, se sono state graziate per questa volta, devono sapere che sono messe in discussione dalla stessa gente che le sente solo come peso burocratico in più. Un'Amiata trascurata certo non gioverà né a loro né a nessun altro. È con uno spicchio di autonomia che in Amiata abbiamo fatto risultato. Ora torneremo nel dimenticatoio degli anni più bui se non ci metteremo attorno a un tavolo. La preoccupazione è tanta e viene esternata da uno che, lo dico per chiarezza e a testa alta, parla solo per spirito civico e lavora, come politico, senza stipendio. Il mio lavoro è un altro. Altri non possono dire lo stesso».

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