Il Tirreno

Grosseto

Preselle, parla il sindaco di Scansano

Fotovoltaico: «In terreni marginali e niente cemento»

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 SCANSANO. Critiche sull'installazione di un megaimpianto fotovoltaico alle Preselle. Il sindaco di Scansano, Flavio Marzio Morini, accusa i residenti di essere favorevoli al fotovoltaico, «purché non sia a casa propria».  «Il Comune - spiega Morini - ha deciso di avviare un processo partecipativo dopo aver convocato quattro riunioni preliminari all'avvio del procedimento e tre incontri (tra i quali quello del 28 ottobre a Murci, del 9 novembre a Preselle e del 16 novembre a Scansano) ascoltando il parere dei cittadini, ritenuta indispensabile. La decisione da parte del Comune di attivare la Vas prima dell adozione della variante è stata fondamentale per far partecipare la cittadinanza e tutti coloro che possano far venire fuori elementi di criticità per tempo. Inoltre nella prima riunione di Murci gli abitanti, che erano la maggioranza, hanno dimostrato di essere d'accordo con quanto presentato in valutazione ambientale sugli impianti cosicché l'amministrazione attraverso la giunta potesse sostanzialmente indicare e spiegare la procedura adottata dal Comune. La documentazione sulla localizzazione e sulla dimensione degli impianti, oltre ad essere stata illustrata alle riunioni programmate, è stata inviata agli oltre 20 enti competenti (tra i quali Provincia, Regione, Arpat) proprio per farla valutare preventivamente e per garantire poi al Comune uno strumento completo di valutazione».  «Viste le criticità emerse - continua Morini -, soprattutto quelle sottolineate dal vicepresidente dell Ato6, Maria Platter, e dall'architetto Maurizio Bernazzi, preciso tre aspetti. Primo, che non ci sarà un metro cubo di cemento per fissare pannelli al suolo, ma bensì la garanzia che dopo 20 anni gli impianti verranno smantellati e le zone torneranno ad essere agricole. Secondo che il Comune adotterà le varianti soltanto una volta e che, oltre alla conclusione del processo partecipativo, sarà stabilito in maniera chiara il ritorno in termini di beneficio economico e occupazionale per i cittadini di Scansano. Terzo, che gli impianti individuati non saranno fatti su terreni attualmente occupati da attività agricole di pregio, quali vigneti, oliveti o seminativi attualmente messi a coltura, ma in terreni incolti, marginali e scarsamente visibili».

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