Il Tirreno

Grosseto

Condannato per tentato omicidio

P.S.
<b>CARABINIERI.</b> Un posto di blocco
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CARABINIERI. Un posto di blocco

Aveva cercato di investire un carabiniere: 6 anni

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 ORBETELLO. Sei anni di reclusione la condanna per Reynold Kloss, 27 anni, di Roma, imputato per il tentativo di omicidio di un carabiniere: avrebbe cercato di investirlo con l'auto rubata forzando un posto di blocco ad Albinia il 24 agosto. Il Tribunale (Puliatti presidente, Compagnucci, Bilisari) ha accolto la richiesta del pm Pizza al termine del processo per direttissima - anche per il furto dell'auto - svoltosi con il rito abbreviato e quindi con lo sconto di un terzo sulla pena. Il collegio ha anche dichiarato Kloss interdetto dai pubblici uffici in perpetuo.  Il giovane, assistito d'ufficio dall'avvocato Sorace, ha spiegato ai giudici la sua versione: «La sera prima avevo litigato con la mia fidanzata e mi ero ubriacato. Avevo preso un pullman e poi il treno. Poi avevo iniziato a vagare per la campagna e, dopo aver trovato un cancello aperto, avevo trovato un'auto con le chiavi inserite e l'avevo presa».  L'auto era una lussuosa Bmw X3. Secondo la ricostruzione dell'Arma, Kloss percorreva l'Aurelia verso nord quando, alle 7,30 del mattino, all'altezza dell'ex stabilimento Sipenobel nei pressi di Orbetello Scalo, non aveva rispettato l'alt della pattuglia del radiomobile. Avrebbe anzi accelerato dandosi alla fuga. Nei pressi dell'albergo-ristorante "La rosa dei Venti" avrebbe poi tamponato una vettura che lo precedeva nella propria corsia di marcia. Quindi avrebbe forzato un posto di blocco che i militari avevano istituito all'ingresso di Albinia: qui avrebbe cercato di travolgere un carabiniere. In seguito, sempre procedendo ad alta velocità, aveva lasciato l'Aurelia e aveva imboccato lo svincolo per Giannella: ma era terminato in una scarpata ed era stato arrestato. Per lui qualche escoriazione medicata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio per le conseguenze dell'incidente.  Il 26 agosto Kloss era stato interrogato dal giudice Molino che aveva convalidato il provvedimento e lo aveva lasciato in carcere. In quella circostanza, il giovane non aveva voluto rispondere alle domande del giudice.

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