Gioco
LA MAMMA
«Colpo che fa ancora più male Nostra figlia poteva salvarsi»
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Sono incinta di sette mesi, a gennaio io e Alessandro avremo un bambino, ma il dolore per la morte di Asya è quello del primo giorno. E sapere con certezza che poteva essere salvata se solo fosse stata fatta una diagnosi corretta fa, se possibile, più male. Adesso poi anche la notizia che il pubblico ministero vuole archiviare la pratica assomiglia a una beffa. Dov'è la giustizia? I medici hanno sbagliato ma saranno scagionati». Costanza Perri ha 24 anni, suo marito due in più, dal luglio dell'anno scorso vivono nel ricordo della loro figlia e di quell'ultimo viaggio della speranza, quando salirono in macchina e da Sant'Angelo in Colle corsero all'ospedale di Grosseto per cercare di salvare, invano, la loro figlia. «Hanno ammazzato la nostra bambina" - dissero il giorno dopo il decesso raccontando di quella terapia a base di antiepilettici che aveva tolto il sorriso ad Asya. «Da quando la bambina ha iniziato a prendere quel farmaco è cambiata: dormiva tutto il giorno e non rideva più. Poi ogni volta che prendeva quello sciroppo vomitava, sembrava che avesse qualcosa in gola, Abbiamo anche provato a dirlo ai medici - ricorda - ma ci rispondevano che era la terapia. Fino a quella maledetta domenica in cui si è sentita male». Quello che vogliono i genitori di Asya è giustizia. Lo ripete Costanza: «Nessuno può sapere quanto tempo mia figlia sarebbe vissuta se avessero letto con più attenzione il suo elettrocardiogramma. Ma con i passi da gigante che ogni giorno fa la medicina sui trapianti forse avrebbero trovato una soluzione. Come è successo a quel ragazzo di 15 anni a cui è stato dato un cuore artificiale. Voglio giustizia perché a mia figlia non è stata data la possibilità di provare a vivere». Da quando è rimasta incinta, Costanza è in cura al Meyer di Firenze: «Mi stanno seguendo passo, passo. Faccio visite praticamente ogni dieci giorni. Quando penso al figlio che nascerà a gennaio, penso ad Asya e a quello che le è successo». F.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google