Proteste
«Chiederò i danni al Comune»
Slot machine: la titolare del bar parla dopo il Tar
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GAVORRANO. La sentenza del Tar è una vittoria per Francesca Barbieri, titolare del bar Boccondivino di Grilli, l'unica tra tutti gli esercenti ad aver presentato ricorso contro l'ordinanza sui videopoker di Massimo Borghi. «Ci sono stati momenti difficili, per questo chiederemo i danni» racconta. In quei giorni di agosto, nel bel mezzo della confusione portata da questa ordinanza, Barbieri è stata l'unico, o quanto meno una dei pochi, gestore ad applicare e contrastare l'atto dell'ex sindaco. «Venne una vigilessa - racconta - e le chiesi in che cosa consisteva l'ordinanza. Lei mi rispose che, un volta messa la firma sull'ordinanza, la sera avrei dovuto chiudere, dato che nel mio locale ci sono le slot machine». Lei firmò l'ordinanza, ma non si dette per vinta. «Mi sono informata - racconta - e ho saputo che in pratica quello era un ordine. Quindi ho chiesto al mio avvocato (Silvia Muratori - ndc) se c'erano gli estremi per fare ricorso e ha detto sì». E il Tar ha accolto il ricorso di Barberi. «Sono molto soddisfatta - dice la donna - e ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino e che mi hanno consigliata». Il Tar ha anche previsto il risarcimento da parte dell'amministrazione di eventuali danni al bar Boccondivino. Ma Ci sono stati questi danni? «L'attività ne ha risentito - spiega la titolare -; i clienti hanno iniziato a diminuire. Ma non ne abbiamo risentitto solo in termini di ricettività, ma anche a livello morale. Io e mia sorella, con cui gestisco il bar, siamo arrivate quasi all'esaurimento nervoso. La gente ci chiedeva se chiudevamo e chi ci credevamo di essere. Le "battutine" erano all'ordine del giorno». Il Tribunale ha fissato l'udienza per il 3 novembre 2011: in quella data, verrà anche stabilito l'eventuale importo dei danni. Ancora, quindi, è presto per parlare di cifre, anche per la stessa Francesca Barbieri. «Non voglio parlare di numeri - afferma -; ancora non ho fatto alcun tipo di conto. Aspettavo che arrivassero i risultati. L'importante, al momento, è che la vicenda sia finita». Dal canto suo, sembra che Borghi, ribadendo che la sua ordinanza è valida dal punto di vista etico, si sia stupito di un fatto: che il Comune non sia sia costituito parte civile in questa vicenda. Ma c'è un altro soggetto, poi, che gongola per la sentenza del Tar: è il Pd di Gavorrano, che in una nota, si dice "propheta in patria". «Abbiamo sempre messo in luce - scrve - i limiti dell'ordinanza, definendola sbagliata e dannosa; non ha mai raggiunto nessuno scopo nel contrasto alla dipendenza da gioco ma ha provocato solo difficolta ai nostri esercenti. La sentenza del Tar conferma tutto ciò che il Pd di Gavorrano ha sostenuto. Tutto questo si poteva e si doveva evitare». A. F.
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