Sicurezza
Allenatore salva la vita a un quindicenne
Paolo Mastracca
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I SOCCORSI. Al ragazzino Colpito da crisi epilettica, è riuscito a farlo tornare a respirare
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ORBETELLO. Quando giocava nella Primavera della Roma ed era il pupillo di Nils Liedholm il suo stile era genio e sregolatezza. Ieri però Maurizio Amenta ha salvato la vita ad un ragazzo di 15 anni grazie ad una forte dose di razionalità unita ad una enorme professionalità. Vediamo i fatti. Intorno alle 17 la squadra allenata da Maurizio Amenta, la compagine allievi dell'Orbetello, stava allenandosi nel campo dell'ex Idroscalo adiacente allo stadio Ottorino Vezzosi. L'allenamento si stava svolgendo con tiri in una porta, mentre dall'altra parte del campo stavano giocando un gruppo di ragazzini moldavi. Ad un certo punto Amenta ha notato che dall'altra parte del campo c'era un ragazzo a terra, si è avvicinato ed essendo infermiere all'ospedale di Orbetello ha immediatamente compreso che il ragazzo aveva avuto un attacco epilettico. In questi casi solo pochi secondi separano il passaggio tra la vita e la morte. Maurizio Amenta racconta quegli attimi frenetici: «i ragazzi erano terrorizzati e non erano in grado di aiutarmi. Io non riuscivo a prenderlo sotto il mento per mettergli la mano in bocca, ad un certo punto l'ho immobilizzato con i piedi e sono riuscito a tirargli fuori la lingua prendendomi un forte morso nella mano. Ho fatto chiamare il 118 e poco dopo è arrivata l'ambulanza della Croce Rossa, ma il ragazzo stava già meglio». Il presidente dell'Orbetello Palmiro Bosi è orgoglioso del gesto di Amenta e commenta: «evidentemente questa è stata la settimana degli allenatori dell'Orbetello, dopo il fair play di Francesco Bindi adesso c'è stato l'intervento risolutivo di Maurizio Amenta». Sicuramente vale molto più di una vittoria.
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