Sicurezza
Ieri si sono svolti i funerali delluomo deceduto dopo 13 giorni dagonia
Medici, posizione più grave
Francesca Gori
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IL CASO. Ieri i funerali delluomo deceduto per un sospetto caso di mala sanità I due dottori chiamati a rispondere di omicidio colposo
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GROSSETO. Ieri è stato il giorno del dolore, per la famiglia e gli amici di Mariano Iacobucci. Prima alla chiesa del Casotto Pescatori, per l'ultimo saluto, poi al camposanto di Sterpeto, dove è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio. E con la morte di Iacobucci, cambiano anche le carte sul tavolo del procuratore chiamato a pronunciarsi sulle eventuali responsabilità dei medici. Nell'esposto presentato dalla famiglia fino a due giorni fa si leggeva «lesioni colpose». Ora invece l'ipotesi è quella di omicidio colposo. E la richiesta della famiglia alla Procura è di far luce sulle eventuali responsabilità dei due medici, quello di base e quello di guardia, che hanno curato il Iacobucci prima del suo arrivo al Misericordia. Il pm per ora non si è pronunciato. Non c'è stata, almeno fino a ieri, nessuna richiesta di autopsia. Esame che però potrebbe essere necessario se non basteranno le certificazioni che verranno intanto acquisite anche dal legale della famiglia del sessantanovenne. «Chiederò una perizia su tutti i documenti che abbiamo a disposizione - spiega l'avvocato Francesco Angelini - dopodiché aspetteremo di capire come vorrà muoversi il procuratore». Che potrebbe, appunto, chiedere l'esame autoptico. La vita di Mariano Iacobucci, 69 anni, è rimasta appesa a un filo per tredici giorni, nel reparto di Rianimazione del Misericordia. «Da quando è arrivato al pronto soccorso - aggiunge l'avvocato - Mariano è stato curato nel miglior modo possibile. Al Misericordia i sanitari hanno fatto tutto quello che potevano per salvargli la vita. E anzi, sono rimasti anche stupiti del fatto che l'uomo non fosse stato mandato all'ospedale prima». Segno che, per la famiglia e per l'avvocato, se qualche dubbio sul lavoro dei medici deve essere espresso, riguarda il medico di guardia e quello di famiglia che potrebbero aver sottovalutato la gravità delle condizioni di salute dell'uomo che per due giorni è rimasto a casa con la febbre altissima e il vomito, curato con farmaci comuni. E invece, Mariano Iacobucci aveva contratto una setticemia che, nelle sue condizioni di salute, è risultata fatale. Meningite pneomococcica batterica. Ora un'inchiesta dovrà chiarire se la vita di Iacobucci poteva essere salvata. Se durante le visite effettuate dai due medici, prima del suo arrivo in ospedale, sono stati commessi degli errori. Insomma, se la gravità delle condizioni di salute del paziente sono state sottovalutate.
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