Il Tirreno

Grosseto

Ci si accapiglia su un punto: se è meglio muoversi dentro o fuori la città

Le ciclabili dividono i ciclisti

Valentina Netti
<b>PER TUTTI </b>La ciclabile in citt&agrave;
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PER TUTTI La ciclabile in città

La nuova pista è utile o dannosa? Udace e Fiab litigano

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 GROSSETO. Ciclabili in centro o in periferia? Scontro e confronto tra ciclismo e mobilità dolce. E sulla questione dell'utilità o meno delle piste ciclabili in città posta dall'Udace risponde la Fiab. «Abbiamo partecipato anche noi all'inaugurazione del nuovo tracciato - dice Angelo Fedi, presidente della Fiab-Grossetociclabile - un'opera strategica per il futuro della mobilità ciclabile della nostra città di cui c'è davvero bisogno. E schierarsi a priori contro le ciclabili urbane ci sembra veramente fuori luogo».  È di qualche giorno fa infatti la dichiarazione del delegato nazionale dell'Udace, Frido Rocchi contro la nuova pista "Grosseto Est" inaugurata il 9 ottobre che collega via Mozart al Parco di via Giotto. Secondo Rocchi «non solo è un pericolo pubblico, ma gli investimenti comunali dovrebbero essere dirottati sulla costruzione o sul completamento delle piste che collegano la città alle principali frazioni. Grosseto infatti è ancora vivibile con le bici da passeggio ed è priorità del Comune collegare la città con strade che permettano a cittadini e turisti di muoversi liberamente attorno a Grosseto».  La Fiab la vede in tutt'altro modo. «Qui non si tratta di sport o di uso ludico della bicicletta - spiega Fedi - ma di valutare i miglioramenti effettivi che una mobilità ciclabile diffusa potrebbe portare alla città, che a nostro parere è ancora molto lontana dall'essere una città da bicicletta da passeggio. Sono infatti tantissimi tra anziani, donne, bambini e impiegati che sono costretti ogni giorno a usare i marciapiedi per sfuggire alle code dell'auto, districandosi a fatica nel caos del traffico e rischiando continuamente di essere "ruotati". Bisognerebbe dotare la città di infrastrutture che garantiscano gli spostamenti quotidiani più sicuri - continua il presidente - come per esempio i percorsi casa-scuola. Questo farebbe anche risparmiare tempo ed emissioni nocive. Basti pensare alla città di Reggio Emilia dove quotidianamente circa 700 studenti delle scuole elementari si spostano in bici-bus nel tragitto casa scuola. Ciò e possibile solo grazie a una rete funzionale e sicura dedicata alla mobilità dolce, con arredi urbani che garantiscano il rallentamento dei veicoli, attraversamenti rialzati, rotatorie con corsie dedicate alle biciclette. E' per questo che Fiab-Grossetociclabile a giorni inizierà un censimento sui punti pericolosi della città, partendo proprio dalle ciclabili e in particolare dalla Grosseto est che qualche pecca, anche abbastanza evidente, ce l'ha: basta pensare ai cordoli per l'accesso alla ciclabile che sono stati infossati e creano uno scalino. L'intenzione è quella di presentare un verbale al Comune in modo che possa effettuare interventi più focalizzati, in attesa di un vero e proprio Biciplan che studia flussi, potenzialità e fattibilità per la realizzazione di una vera rete urbana di mobilità ciclosostenibile».

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