Il Tirreno

Grosseto

IL CASO

L'inizio dei guai dell'ex sindaco

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 GAVORRANO. Da molti considerata come il vero pomo della discordia che ha dato il via alle vicende che hanno portato al commissariamento del Comune, l'ordinanza sui videopoker, emanata da Massimo Borghi, ha visto la luce il 10 agosto passato. Un atto non da poco, che prevedeva la limitazione dell'orario di apertura per chi possedeva slot machine e sanzioni pesanti per chi non la rispettava. La rabbia degli esercenti esplose subito il giorno dopo, insieme a quella dei mebri della maggioranza, che si sono sempre detti ignari di questa decisione dell'ex sindaco. I giorni seguenti furono caratterizzati da grande confusione: da un lato circolava una lettera della As.tro. (associazione di categoria) che tranquillizzava i gestori facendo perno su un concetto lessicale, ossia che loro non avevano "videopoker" ma "slot machine"; dall'altro, l'ordinanza si riferiva a «videopoker o similari». Poco dopo, la titolare del bar di Grilli Boccondivino si rivolse all'avvocato Muratoti per presentare ricorso. Il legale chiese al tribunale un'immediata misura urgente per sospendere gli effetti dell'ordinanza, soprattutto in riferimento agli orari di apertura. Richsta accettata e immeditamente applicata dall'amministrazione (passata intanto nelle mani del commissario Filippi). L'epilogo della vicenda è la sentenza di martedì scorso. A.F.

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