Il Tirreno

Grosseto

Il Tar boccia l'ordinanza sui videopoker

Il Tar boccia l'ordinanza sui videopoker

Due bar avevano fatto ricorso per la sospensione delle slot-machine Il Comune condannato a risarcire i danni potrebbe rifarsi su Borghi

2 MINUTI DI LETTURA





 GAVORRANO. Il Tar boccia l'ordinanza di Massimo Borghi sui videopoker. Martedì scorso infatti il tribunale ha accolto il ricorso presentato dal bar Boccondivino di Grilli e non solo ha sospeso l'atto, ma ha anche condannato il Comune a pagare le spese legali e gli eventuali danni portati agli esercenti. Spese queste che potrebbero ricadere sullo stesso Borghi.  La vicenda risale all'agosto scorso, quando l'allora sindaco di Gavorrano emanò un'ordinanza sindacale per contrastare l'utilizzo delle slot machine. Le reazioni dei gestori dei bar e di tutti gli altri esercenti furono rabbiose, ma solo una di questi, Francesca Barbieri del bar di Grilli, si rivolse a un legale, Silvia Muratori, per portare la questione nelle aule di un tribunale. Immediatamente l'ordinanza venne sospesa, in attesa che la Camera di Consiglio si riunisse. Cosa che è avvenuta martedì scorso e la sentenza parla chiaro: il tribunale condanna al ritiro della sentenza, al pagamento delle spese legali (1.500 euro circa) e dei danni al Boccondivino per i mancanti introiti. I danni che verranno stabiliti in un secondo momento, ovvero novembre 2011, periodo in cui è stata fissata l'udienza. Ma chi paga queste spese? «Per il momento le paga il Comune - spiega il legale - Ma si potrebbe attivare un iter che porterebbe a far pagare queste spese direttamente a Borghi. L'ex sindaco, infatti, ha agito con i poteri di un ufficiale di governo e per questo i soldi li potrebbe mettere il Ministero dell'Interno risarcendo le casse del Comune. Poi, sarà il Ministero stesso a rivolgersi a Borghi».  Del resto, il principale motivo per cui il Tar ha sospeso l'ordinanza sui videopoker sta nel fatto che «non risultano sussistenti - recita la sentenza - i presupposti di legge necessari» per emanarla. «Un'ordinanza sindacale - continua Muratori - può essere fatta soltanto in presenza di casi specifici, come di un'emergenza sanitaria, di sicurezza pubblica o ordine pubblico. L'ordinanza in questione non rientra in nessuno di questi casi». Non solo. Il Tar spiega che a regolare le attività delle slot machine c'è une legge nazionale che di fatto stabilisce legale questo tipo di intrattenimenti. Quindi un sindaco non può scavalcare questa legge nazionale. Inoltre, il Tar sottolinea, come avevano già fatto i vari oppositori a questa ordinanza, come «le conseguenze cui fa riferimento l'amministrazione si riferiscono solo ad alcuni, indeterminati cittadini, che ben possono rivolgersi ad esercizi presenti in comuni vicini o ad altre forme di gioco gestite direttamente dallo Stato». A.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa