Il Tirreno

Grosseto

Ex sindacalisti in pensione come aiutanti volontari per i controlli nei cantieri

Salvatore Armando Santoro   Ex sindacalista della Cisl

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L'ennesimo incidente sul lavoro di Massa Marittima dovrebbe fare meditare moltissimo le istituzioni che potrebbero cominciare a pensare a soluzioni adeguate per stroncare l'approssimazione con la quale vengono gestiti i cantieri, soprattutto edili, e stroncare l'evasione sistematica delle regole sulla sicurezza sul lavoro.  Coloro che vivono nei piccoli centri della nostra provincia hanno occasione di verificare ogni giorno la superficialità con la quale vengono allestiti i cantieri e la sistematica evasione delle leggi dell'antinfortunistica.  È raro, infatti, vedere sulle impalcature operai che indossano gli strumenti essenziali della sicurezza (caschi, guanti, occhiali, scarponi adeguati contro l'elettrocuzione o la caduta accidentali di attrrezzature pesanti sui piedi, ecc...) anzi è quasi abitudine lavorare indossando abiti che non garantiscono una adeguata protezione e delle semplice calzature sportive soprattutto nel periodo estivo.  Anche le impalcature sovente sono prive delle protezioni previste dalla legge ed i rischi di incidenti elevatissimi e non si può correre ai ripari dopo che si verificano gli incidenti. Per questo andrebbero intensificati i controlli ed a fronte della sistematica carenza di ispettori del lavoro si potrebbero integrare gli organici ricorrendo al volontariato ed impiegando gli ex sindacalisti in pensione per coadiuvare gli ispettori del lavoro nei loro periodici controlli sul territorio.  A tal fine si potrebbe istituire per legge un albo dei volontari da addestrare allo scopo e da utilizzare nei periodi di più intensa attività dei cantieri, ma che potrebbero essere impiegati in modo continuativo sul territorio come presidio per scoraggiare l'evasione delle regole dell'antinfortunistica e della sicurezza anche nei periodi invernali con ridotta attività dei cantieri.  Addirittura, questi volontari potrebbero essere impiegati anche per il controllo delle attività in nero che nei piccoli paesi raggiungono livelli elevatissimi, anzi il loro utilizzo potrebbe anche esplicarsi con le denunce preventive di lavori in corso nei vari centri della provincia e con un successivo controllo incrociato delle operazioni contabili delle imprese per verificare se a fronte di certi lavori sia stata rilasciata o meno la relativa fattura e bloccare e scoragiare preventivamente anche l'evasione dell'Iva e delle imposte.  I cittadini avrebbero tutto da guadagnare da una siffatta situazione perchè è illusorio che un lavoro in nero costi effettivamente di meno ed il danno più grave si avrebbe nel momento in cui, per cattiva esecuzione dei lavori, non si possono far scattare le garanzie per il semplice fatto che non si dispone di un documento legale che attesti che una data impresa abbia eseguito determinati lavori presso un cliente privato.  A mio avviso manca la volontà politica per perseguire in modo incisivo e definitivo il rispetto delle regole sulla sicurezza ed una lotta davvero adeguata dell'evasione contributiva perchè gli strumenti, volendo, si potrebbero trovare ed anche in tempi abbastanza rapidi.

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