La manifestazione
Cacciatori trentini verso il ricorso
Il presidente: «Avevano le autorizzazioni per sparare»
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GROSSETO. «Che siano state comminate sanzioni a dei trentini che hanno esercitato la caccia in Toscana corrisponde al vero, ma è altrettanto vero che lo avevano fatto sulla scorta di regolari permessi rilasciati dalle autorità competenti in quella regione e con regolare tesserino rilasciato dalla Provincia autonoma di Trento». Lo sottolinea il presidente dell'Associazione cacciatori trentini, Gianpaolo Sassudelli, a proposito della vicenda di 48 cacciatori multati per 92.000 euro dalla Forestale per aver partecipato in Maremma a battute di caccia al cinghiale senza autorizzazione. «La questione - prosegue Sassudelli - è invece che, al momento, non è ancora chiaro se queste autorizzazioni potevano essere legittimamente rilasciate o meno». «Non si tratta quindi certamente di trentini furbetti a caccia di cinghiali in Maremma senza le necessarie autorizzazioni, sperando di farla franca - dice - ma di cacciatori trentini che in perfetta trasparenza e buona fede hanno chiesto ed ottenuto laggiù un regolare permesso di caccia ed oggi si trovano a rischio di pesanti sanzioni, per via di un'interpretazione, peraltro già fortemente criticata, della legge. Legge che non è per nulla chiara», conclude Sassudelli.
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