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Scansano, è guerra al fotovoltaico

<b>FOTOVOLTAICO </b>A Preselle si contesta la nascita di un nuovo grande impianto
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FOTOVOLTAICO A Preselle si contesta la nascita di un nuovo grande impianto

A Preselle prevista la nascita di un megaimpianto in area rurale Residenti si uniscono in comitato e annunciano ricorsi al Tar

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 SCANSANO. Megaimpianto fotovoltaico industriale a Preselle, frazione di Scansano. Questa l'intenzione del sindaco Marzio Flavio Morini. Si parla di un'estensione di 50 ettari nel territorio collinare, cambiando la destinazione d'uso da agricola a industriale. Ma i residenti non ci stanno: annunciano la nascita di un comitato e il 9 novembre spiegheranno le loro ragioni con un'assemblea pubblica. «Non mettiamo in discussione lo sviluppo del rinnovabile - commenta l'architetto Maurizio Bernazzi, residente a Preselle - ma il modo di affrontare questo sviluppo, nel senso che l'impianto fotovoltaico di tipo industriale a terra (per autoconsumo viene fatto sui tetti - ndr) in zona agricola determina una modificazione irreversibile del paesaggio. Per non dire che tali impianti sottraggono suolo agricolo destinato alla produzione di cibo; suolo che non sarà facilmente restituibile alla natura o all'agricoltura».  «Inoltre - dicono i residenti - le tariffe incentivanti sono inferiori rispetto alle tipologie integrate e parzialmente integrate, così come stabilito dalla legge, la quale ritiene opportuno dover orientare il processo di diffusione del fotovoltaico verso applicazioni più promettenti, in termini di potenziale di diffusione e connesso sviluppo tecnologico che consentano minor utilizzo del territorio, privilegiando l'incentivazione di impianti fotovoltaici i cui moduli sono posizionati o integrati nelle superfici esterne degli involucri degli edifici e negli elementi di arredo urbano e viario».  I residenti hanno fatto molte ricerche dalle quali risulterebbe che le zone Doc - e Scansano ha il Morellino - sono "beni culturali" e una "risorsa" dove si possono installare solo pannelli fotovoltaici integrati. Diverso il discorso sulla diffusione di piccoli impianti per autoconsumo. Questi impianti, con i quali famiglie e aziende diventano produttrici di energie, «stimola la consapevolezza dei propri consumi e l'acquisizione di stili di vita energeticamente sostenibili».  Insomma «megaimpianti fotovoltaici - commenta ancora l'architetto - che snaturano le campagne sembrano un affare per pochi senza ricadute per la popolazione. E, inoltre, non appare sensato produrre energia con questi tipi di impianti che presentano una contraddizione di fondo, quella di ricorrere ad una fonte energetica rinnovabile consumando però un'altra risorsa non riproducibile, il suolo».  Questi, in sintesi i punti sui quali i residenti di Preselle i quali, partendo da problematiche generali, condivise da residenti in altre parti d'Italia, vedi la Puglia, chiederanno al sindaco di Scansano di discutere il 9 novembre nell'assemblea.  Infine, nell'asemblea, sarà rilevato che l'impianto di Preselle, nascerebbe in adiacenza a zona ad esclusiva funzione agricola, a fabbricati con vincolo storico e archeologico ed all'antico percorso della via Clodia di epoca romana «percorso - ricorda Bernazzi - riconosciuto dallo stesso piano strutturale quale significativa emergenza storico-culturale del territorio scansanese. Lo stesso piano strutturale prevede, il recupero della "via Clodia" come itinerario turistico-culturale a valenza archeologica».  Anni fa, infatti furono trovati, proprio nell'area interessata dall'impianto contestato, reperti ossei e bronzei (pertinenti a braccialetti a nastro) che fanno presumere alla Soprintendenza la presenza di una necropoli dell'epoca tardo-romana».  Il sindaco dice che nulla al momento è deciso. Ed è vero.  I cittadini, in questa fase, sono chiamati a presentare contributi al dibattito sulla variante urbanistica, prima di arrivare all'adozione del piano ed alla successiva approvazione.  Ovviamente non è detto, però, che i contributi vengano accettati e, qualora non lo fossero, ai cittadini non resterebbe che fare ricorso al Tar. B. Z.

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