Attenzione
Provincia: addio alla sede unica
Francesca Ferri
Mancano i soldi, accantonato per ora l'ambizioso progetto
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GROSSETO. La Provincia ci ripensa: niente più sede unica, gli uffici rimangono sparpagliati per la città. Un anno fa la promessa di raggruppare sotto lo stesso tetto le attuali diciassette sedi, troppo scomode per i cittadini e troppo costose per l'ente, sembrava a un passo dalla realizzazione. L'idea risaliva al 2005, quando si pensò di costruire la sede alla Cittadella dello studente dove la Provincia possiede dei terreni. Il progetto fu scartato perché la zona è a rischio alluvione. Dunque si pensò all'Aurelia Nord, all'altezza del rondò che collega la vecchia Aurelia con la quattro corsie, ma anche quel progetto fu scartato, perché il futuro edificio di 15mila metri quadri si trovava sulla rotta di atterraggio degli aerei della vicina base militare. Le ultime coordinate per la futura sede della Provincia indicavano la zona della Serenissima, tra Sterpeto e il Misericordia, dove è già previsto l'allargamento dell'ospedale, il raddoppio della strada e il nuovo svincolo. Lo scorso novembre la firma del protocollo con il Comune pareva imminente e la posa della prima pietra era programmata per la fine della legislatura. Gli uffici comunali e provinciali sono tuttora al lavoro per perfezionare i documenti necessari a formalizzare il progetto e, in particolare, per inserirlo nel futuro regolamento urbanistico del Comune. «Dal punto di vista urbanistico non cambia nulla - spiega l'assessore provinciale al Bilancio Federico Balocchi - nel frattempo, però, è cambiato qualcosa dal nostro punto di vista, purtroppo, e più precisamente si tratta di risorse finanziarie». Perché la sede unica è pur sempre un investimento. «Non è vero - spiega Balocchi - che è un'operazione a costo zero alimentata con la vendita degli altri immobili. Una parte notevole dell'investimento deve arrivare dalle casse dell'ente ma, a causa dei tagli imposti dal governo, il prossimo anno le nostre finanze saranno devastate». Bisogna dunque prendere delle decisioni: comprarsi casa nuova o raccattare l'indispensabile per la sopravvivenza? «Ancora la decisione definitiva non c'è - spiega l'assessore - ma stiamo valutando l'ipotesi di aspettare tempi migliori e, intanto, utilizzare in un altro modo i soldi accantonati per la sede unica». Gli 8 milioni di euro che la Provincia tiene nel salvadanaio e che derivano dall'avanzo di amministrazione potrebbero coprire altre urgenze. «Per costruire la sede unica - prosegue Balocchi - oltre a quegli 8 servirebbero altri 50 milioni di euro. Pensiamo sia più impellente dare respiro alle imprese, far ripartire l'economia e investire sulle infrastrutture». La proposta di Balocchi non è ancora arrivata ufficialmente ai consiglieri di maggioranza. «Decideremo insieme il da farsi nell'ambito del documento preliminare al bilancio - spiega l'assessore - che sarà presentato tra un mese. È il testo che contiene i progetti per il futuro e il loro finanziamento». Nessun dietrofront, dunque, ma solo uno stop temporaneo. «Quello della sede unica - conclude il titolare delle finanze della Provincia - rimane un progetto strategico e, ripeto, i lavori per predisporre le carte necessarie alla sua realizzazione non si fermano. Ma i tagli di risorse che ci colpiranno ci spingono verso scelte più urgenti». Il progetto della sede alla Serenissima, intanto, finisce nel congelatore.
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