Gioco
I costruttori si difendono «Difetto di fabbricazione ma il collaudo era ok»
Federico Lazzotti
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MOTORE Dal quale si è staccato il cestello precipitato per 18 metri sul retro dell’ ospedaleL'amministratore delegato di Alimak Hek Italia «Ascensori così ce ne sono migliaia al mondo»
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GROSSETO. «Escludo che il crollo all'ospedale di Massa Marittima sia dovuto a un difetto di progettazione. Le ascensori modelllo C 20, uguali a quella usata al Sant'Andrea, vengono prodotte da 10 anni dalla nostra azienda. In Italia ce ne sono almeno 250 sparse su tutto il territorio e nessuna ha mai avuto un problema. Ecco perché è molto più facile che il cedimento di lunedì sia stato innescato da un difetto di fabbricazione. Il collaudo fatto dagli stessi proprietari? Meglio che venga eseguito da chi se ne intende ed è preparato rispetto a chi fa delle finte ispezioni». Vincenzo Andreazza è l'amministratore delegato di Alimak Hek Italia l'azienda svedese con sede a Colle Val D'Elsa che ha prodotto la macchina crollata lunedì mattina con quattro operai a bordo dal terzo piano dell'ospedale di Massa Marittima. «Essendo il cantiere sotto sequestro e non avendo potuto fare un sopralluogo - va avanti l'amministratore - è difficile avere la certezza di quello che è successo. Posso solo dire che si tratta di macchine testate, dislocate a migliaia nei cantieri edili di tutto il mondo. Non stiamo parlando di un prototipo. Noi come azienda puntiamo molto sulla qualità del prodotto e sulla sicurezza. In passato sono successi dei piccoli incidenti durante la fase di montaggio o smontaggio, ma una cosa del genere non era mai avvenuta. Ecco perché il primo pensiero va ai feriti e alle loro famiglie alle quali diciamo che l'azienda si prenderà le eventuali responsabilità di quello che è successo.». Da quello che hanno potuto verificare anche gli inquirenti, l'ascensore era stata affittata alla Gesta Global Service di Reggio Emilia, la ditta che ha vinto l'appalto per la ristrutturazione dell'ospedale. E collaudata l'ultima volta dagli stessi proprietari a fine settembre. «La macchina - va avanti Adreazza - quando viene ispezionata viene sottoposta ad alcune prove: la lubrificazione e il funzionamento del montacarichi». Per molti adetti ai lavori, il fatto che il collaudo si limiti ad una autocertificazione dei proprietari è vista come «zona grigia» perché manca un ente terzo che si occupi delle verifiche. «Ripeto - dice l'amministratore della Alimak Hek - i nostri tecnici sono preparati, sono persone che aggiornate su queste macchine, fanno corsi periodicamente. Se hanno dato l'ok lo hanno fatto seguendo dei procedimenti precisi. Purtroppo a volte possono capitare le fatalità forse dovuta a un difetto di fabbricazione». Anche perché se venisse accertato un difetto di progettazione l'azienda vedrebbe ritirare dal mercato tutti i modelli uguali a quello precipitato all'ospedale di Massa Marittima.
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