Sicurezza
Via del Cavallinone sempre chiusa
Alfredo Faetti
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La via delle proteste Doveva essere finita il 30 ottobre. Padroni dei fondi esasperati «Qui non si vede al lavoro nessuno e noi siamo in difficoltà»
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GAVORRANO. Le preoccupazioni dei frontisti di via del Cavallinone a Bagno di Gavorrano si sono concretizzate: la strada è ancora chiusa, nonostante i lavori debbano terminare per il 30 ottobre. Viste le condizioni del tratto, che si presenta come un cantiere aperto, sarà dura. «I lavori per questo tratto sono iniziati il 13 settembre - spiega Giuliano Mattafirri, uno dei frontisti -; da allora, si sono visti operai a lavoro per pochi giorni». Data riportata anche sull'ordinanza della Polizia municipale di Gavorrano affissa su una delle transenne, con la quale si vieta il transito sulla via. Un problema, perché, a voler transitare da quella strada a Bagno, sono molti. Via del Cavallinone collega il centro abitato della frazione a un'area agricola, caratterizzata da orti con vigne e olivi. Quindi, oltre a coloro che vogliono passeggiare in una zona di tranquilla campagna, questo divieto di transito va a colpire tutti coloro che hanno fondi agricoli e che, per arrivare alle loro proprietà, devono passare per la strada che conduce al Filare. «Adesso è il momento di fare le olive - spiega Mattafirri - e con il trattore devo allungare il giro». Ma i fondisti ormai dovrebbero aver fatto il callo a questo giro, dato che la chiusura di via del Cavallinone, seppur a tratti alterni, dura da cinque anni. L'ultimo tratto chiuso per lavori, in ordine di tempo, è, appunto, quello che collega la frazione all'area agricola, circa 100 metri di lunghezza. La ditta E.lì.Gi.Ra. di Potassa doveva essere agli sgoccioli e, invece, non solo non saranno terminati per venerdì, come previsto, ma sono del tutto fermi. Nel cantiere infatti è qualche giorno che non si vede nessuno. «Noi le tasse le paghiamo eppure veniamo penalizzati. Qui sono giorni che è tutto fermo.» continua il frontista. Eppure Mattafirri, insieme alla gran parte dei frontisti di quella strada, ha provato a parlare con le istituzioni, senza però avere risposte concrete. «Abbiamo telefonato alla Municipale. Ci hanno detto che erano stati avvertiti di questa situazione ma niente di più». In verità la ditta ha ancora diverso di tempo davanti, visto che il permesso a costruire (si tratta di lavori di urbanizzazione primaria), rilasciato nel 2010, dura tre anni.
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