Sicurezza
Lo Zeus di via Uranio
Prostituzione nel circolo Condannata
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GROSSETO. Chiuso dopo oltre sei anni il processo per i casi di prostituzione accertati da polizia e carabinieri all'interno del circolo culturale Zeus di via Uranio. Casi che portarono all'epoca a quattro arresti. Secondo l'imputazione, i gestori avrebbero fatto prostituire le ballerine riscuotendo dai clienti il prezzo e consegnando alle ragazze solo la metà. L'ultima sentenza riguarda Tamara Pau, 35 anni, di origine sarda, condannata a 1 anno e 6 mesi più 300 euro di multa (pena sospesa e condonata). Il collegio (Puliatti presidente, Compagnucci, Bilisari) ha mitigato le richieste del pm Coniglio (2 anni, 6 mesi e 1.000 euro) riconoscendo solamente una parte delle contestazioni relative all'associazione per delinquere e ritenendo più grave il reato di reclutamento delle ragazze, tra cui la sorella dell'imputata, ai fini di favoreggiamento e sfruttamento, punito dalla legge Merlin. Il difensore Galli, che preannuncia appello, aveva invocato l'assoluzione per insufficienza di prove. Le prove portate dall'accusa erano state raccolte separatamente da squadra mobile e carabinieri nel 2004. Entrambe le forze dell'ordine si erano insospettite dall'attività di quel circolo. La polizia aveva eseguito appostamenti e intercettazioni, arrivando alla conclusione che i clienti - delle cui auto erano stati annotati i numeri di targa - avevano rapporti sessuali all'interno del club. La consumazione di una bevanda costava 20 euro, lo spogliarello nel privè 50, un rapporto sessuale 100. E sembra che le ragazze fossero disposte a fare gli straordinari all'esterno. Il movimento delle ballerine sarebbe stato gestito da Roma dalla Pau. Secondo gli accertamenti della mobile, il gestore Gaetano Mammoliti sarebbe andato ogni volta nella capitale per prelevarle. Uno dei carabinieri che aveva eseguito le indagini ha raccontato in aula che si era finto cliente: appena entrato, una ragazza gli aveva proposto uno spogliarello e un rapporto sessuale. Lui aveva rifiutato promettendo di tornare, chiaramente per sorprendere le ragazze in flagranza. La volta successiva, seguita la medesima trafila, aveva poi fatto intervenire i colleghi appostati fuori. Il circolo aveva avuto, circa un mese prima dell'irruzione delle forze dell'ordine, problemi anche di natura amministrativa e il sindaco aveva sospeso l'attività il 12 marzo 2004 (mancanza della licenza per somministrare bevande). Nel 2007, all'udienza preliminare, le prime sentenze che riguardarono i gestori e i collaboratori: Gaetano Mammoliti aveva patteggiato 1 anno 10 mesi e 1.000 euro; Gaetano Saglimbene 1 anno 9 mesi e 900 euro (entrambi anche per estorsione, rapina, tentata estorsione e sequestro di persona nei confronti di un socio-cliente - fatti dell'agosto 2004); Giovanni Bonora 1 anno 7 mesi e 800 (anche per estorsione); Massimo Casanovi 1 anno 4 mesi e 2.600 euro. P.S.
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