Finanza
Monticello: santuario a rischio
Fiora Bonelli
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SANTUARIO. La generosità della gente è stata tanta e il presidente della associazione non si arrende davanti allinghippo dell«Iva compresa» Associazione trova i soldi ma l'Iva si mette di traverso
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MONTICELLO. A causa di 4100 euro che mancano, il recupero completo del Santuario della Madonna di Val di Prata a Monticello Amiata non potrà essere concluso. La colpa è dell'"Iva compresa", quella che ha stabilito di conteggiare l'Istituto interdiocesano, che si era impegnato per 45.000 euro per il recupero del santuario. Insomma, l'associazione "Amici del Santuario della Madonna di Val di Prata" che ha mobilitato mezzo mondo per vedere il santuario tornare allo splendore medievale, non aveva fatto i conti con l'Iva compresa. E così, adesso, alcune delle facciate del Santuario potrebbero rimanere incompiute. L'agguerito presidente del sodalizio, Giorgio Gorelli, non ci sta e racconta tutte le traversie e gli ostacoli incontrati nel percorso. «L'associazione - spiega - è nata nel 2008 per curare il ripristino della struttura e per ricreare in quel luogo un centro di aggregazione religioso e culturale. I monticellesi, 300 anime, sono riusciti a mettere insieme 28.000 euro. Un grande sforzo economico, sufficiente, pari pari, per la copertura del Santuario. Ma quando eravamo ormai pronti a partire coi lavori (la ditta di Reginaldo Piccionetti gratuitamente aveva già montato i ponti), durante un'assemblea in loco (era l'8 maggio 2010), ci accorgemmo di un buco nell'abside, e poi, della compromissione di tutta l'orditura lignea. Bisognava intervenire, secondo le direttive della Soprintendenza, su tutto il complesso». Così le spese salirono a 85.000 euro. Ma ecco l'inghippo. «L'Istituto interdiocesano, che si era impegnato per 45.000 euro - continua -, ora dice che il contributo va inteso Iva compresa. E così, spiega sconsolato Gorelli, mancano all'appello 41.00 euro. Devo dire, aggiunge Gorelli, che per completare le facciate occorrono ancora 16.000 euro. Ne basterebbero 8000 e l'altra metà la troviamo come associazione, in qualche maniera». Il presidentenon si arrende: «Ci sono i ponteggi già montati per le facciate. C'è la disponibilità del costruttore di aspettare anche un po' prima di incassare, c'è, soprattutto, il pericolo che l'intonaco delle facciate si stacchi e provochi danni a persone o cose». E facendo leva su questo pericolo, l'associazione ha scritto al Comune di Cinigiano e alla Soprintendenza una lettera dove si fa presente la delicatezza della situazione. Allo stesso tempo è partita un'altra lettera per benefattori ed aziende. I contributi (che l'associazione sollecita) sono detraibili fiscalmente, spiega Gorelli, perché l'associazione monticellese è stata inserita nel Registro regionale delle Organizzazioni di Volontariato: «Ma mentre noi ci stiamo attivando per finire l'opera, conclude, vorremmo anche che l'Istituto interdiocesano ci fornisse i soldi su cui contavamo e magari qualcosa in più. I privati, infatti, hanno fatto la loro parte e sicuramente continueranno a farla. Basti pensare che ce n'è uno che ha pensato, da solo, al recupero della sorgente di Val di Prata: 300 metri di percorso, un bosco, delle sedute in pietra, una grotta con la statua della Madonna e di una pastorella, una fontana e un altare. Adesso vogliamo finire l'opera, Iva o non Iva».
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