Il Tirreno

Grosseto

Maltrattata per 35 anni dal marito violento Costretta a cambiare casa

Maltrattata per 35 anni dal marito violento Costretta a cambiare casa

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GROSSETO. Trentacinque anni di maltrattamenti. Vessazioni psicologiche ma anche fisiche. Addirittura botte anche in gravidanza. E offese. E dispetti. Ha resistito per un'eternità anni accanto al marito violento solo perché il figlio era piccolo e poi perché le difficoltà economiche familiari non permettevano la separazione. Un anno fa la situazione è cambiata, la donna ha cambiato casa ed è partita l'ennesima querela: quest'ultima, a differenza delle precedenti, non è stata ritirata. E l'uomo - 64 anni - è stato così rinviato a giudizio per maltrattamenti. Sarà processato a gennaio, come deciso dal giudice Marco Mezzaluna al termine dell'udienza preliminare, quando il pm Maria Navarro ha insistito per il processo.  Dal 1974 al 2009, secondo l'imputazione, l'uomo - che abita in un paese della montagna e che svolge il mestiere di artigiano - avrebbe costretto la moglie sua coetanea a una vita d'inferno. Il 1974 è l'anno del matrimonio. E i primi atti violenti sarebbero iniziati quando la donna attendeva il figlio, oggi trentenne. Percosse accompagnate da offese e da minacce: «Tanto te la farò pagare - avrebbe detto - ti cercherò e ti rovino. Se rimani a casa ti farò diventare pazza. Sei una poco di buono, quanti amanti hai?». E poi avrebbe promesso di romperle il cellulare, l'avrebbe invitata ad andare a mangiare altrove. Le avrebbe anche impedito di toccare del cibo: «Non ti azzardare a toccare questo pacco di biscotti».  Viene naturale chiedersi come la donna abbia potuto resistere per tutto questo periodo. Anche perché alcuni anni fa la donna venne sottoposta a un intervento chirurgico per l'asportazione di un rene, conseguenza delle percosse subite. Eppure allontanarsi era praticamente impossibile. Specialmente perché in casa c'era il figlio e lei non voleva lasciarlo solo col padre né aveva la possibilità di mantenerlo. Poco più di un anno fa la decisione di andarsene via: la donna è adesso ospite del figlio, che le ha offerto un letto. Una decisione non libera: secondo l'imputazione è una conseguenza proprio dei maltrattamenti da parte del marito. Ha sporto querela (febbraio 2009), sono state avviate le pratiche di divorzio, la donna si è rivolta all'avvocato Lucio Bernardelli per essere tutelata. Perché l'inferno continua.  La donna ha sì cambiato casa ma questa è a poche decine di metri da quella del marito. E nel paese in cui vivono incontrarsi è facilissimo. L'uomo non avrebbe tra l'altro esitato ad affrontare il parroco della chiesa in cui la donna si era recata per assistere alla messa, chiedendogli perché l'aveva fatta entrare. Le avrebbe nascosto dei regali e le foto dei propri cari. Avrebbe minacciato la donna di farle perdere tutti i punti della patente andando in giro con l'auto intestata a lei e commettendo infrazioni. Non sarebbero servite le numerose denunce presentate anche per stalking negli ultimi tempi - e che comunque non fanno parte di questo procedimento penale - a far desistere l'uomo dal proprio atteggiamento. Adesso l'artigiano, assistito dagli avvocati Claudio Ciri e Rosanna Savelli, deve difendersi in Tribunale dall'accusa di 35 anni di maltrattamenti.

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