Proteste
La Cna bacchetta il Comune
Enrico Pizzi
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PRESIDENTE. Renzo Alessandri«Traffico e tassa sui rifiuti, a rimetterci sono le imprese»
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GROSSETO. Problemi irrisolti e inadempienze del Comune: la Cna di Grosseto all'attacco dell'amministrazione comunale per la mancanza di risposte che le imprese grossetane lamentano su più fronti, dalla viabilità nel caos alla mancata assegnazione di aree artigianali, passando per la tassa sui rifiuti. È il comitato comunale della Cna di Grosseto a fare il punto sulle questioni più scottanti e a sferrare l'attacco contro l'amministrazione comunale. Prima di tutto le condizioni del traffico che, nella zona del triangolo via Nepal, via Birmania, via Giordania, soprattutto negli orari di punta «rasentano il caos e la situazione è tale da poter compromettere, in caso di incidente o peggio ancora di un incendio, le stesse possibilità di intervento». Il sovrappasso o il sottopasso che dovrebbe superare la ferrovia e collegare la zona artigianale dell'Aurelia con quella di via Birmania è lontano da venire e intanto manca anche un collegamento tra via Birmania e via Giordania, che possa alleggerire un po' di traffico su via Nepal, unica via di accesso, al momento per quella zona Pip. Traffico a parte c'è, poi, un caso eclatante che è quello della mancata assegnazione di 11 lotti (18mila metri quadrati) urbanizzati nella zona nord. Il bando è dell'ottobre 2009, ma ad oggi è tutto bloccato - denuncia la Cna - perché il regolamento, adottato con l'obiettivo di evitare che si facessero operazioni immobiliari al posto di insediamenti produttivi, sarebbe diventato un'arma a doppio taglio. La terza questione riguarda, invece, un'altra promessa che accompagnò il bando: l'acquisizione di altri 18 ettari da destinare alle imprese più grandi. Il relativo bando doveva essere predisposto entro il 2010, ma mancano poco più di due mesi alla scadenza e la Cna grossetana chiede a che punto siamo. L'ultimo argomento riguarda la tassa sui rifiuti che le imprese continuano a pagare, così come le famiglie, in base ai metri quadrati occupati e non in base ai rifiuti prodotti, nonostante dal 2004 il sistema sarebbe dovuto passare da tassa a tariffa. Le imprese pagano la Tarsu su un numero elevato di metri quadrati, ma poi pagano anche lo smaltimento di tutto quello che non può finire nei cassonetti, che è la quasi totalità dei rifiuti che producono. L'associazione ricorda che «in sede di consultazione sul bilancio il Comune si impegnò a concretizzare, per il 2011, il passaggio dalla tassa alla tariffa» e anche su questa partita la domanda è la stessa: «A che punto siamo?».
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