Sicurezza
Il giallo delle saldature spezzate
Federico Lazzotti
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DALLALTO. Il traliccio e in fondo il cestello dopo il crollo Le ipotesi degli inquirenti: troppo carico o usura del macchinario
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MASSA MARITTIMA. Troppo carico a bordo dell'ascensore o un problema strutturale alle saldature che avrebbero dovuto tenere unito il cestello al montacarichi. Sono queste le due ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi per risolvere il giallo delle saldature spezzate che hanno innescato il crollo avvenuto lunedì mattina sul retro dell'ospedale di Massa Marittima durante il quale sono rimasti feriti quattro operai dopo un volo di 18 metri, due dei quali ancora in fin di vita. Ieri pomeriggio carabinieri e tecnici della medicina del lavoro hanno consegnato un primo rapporto in Procura con una prima ricostruzione dell'incidente a cui hanno allegato gli interrogatori dei testimoni ascoltati dopo il crollo. Tra di loro i colleghi che poco prima erano saliti sullo stesso montacarichi. «Facevamo centinaia di viaggi ogni giorno e non c'è stato nessun avvertimento», hanno ripetuto. «Per adesso - fanno sapere gli investigatori - non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di lesioni personali gravissime». Ma già oggi o al massimo domani sia i vertici della ditta proprietaria dell'ascensore sia gli affittuari e il direttore dei lavori potrebbero ricevere un'informazione di garanzia, mentre è tutta da valutare la posizione dell'Asl in veste di committente dei lavori. Adesso, quasi certamente, il pm dovrà nominare un consulente tecnico e fissare l'incidente probatorio per verificare le condizioni del cestello e il peso (operai e infissi) che in quel momento veniva trasportato al terzo piano dove sono in corso i lavori di ristrutturazione al reparto di Pneumologia. Gli investigatori tra lunedì e martedì si sono occupati soprattutto di ricostruire la storia dell'ascensore modello Ch di proprietà della Alimak Hek di Colle Val D'Elsa che ha affittato il macchinario alla Gesta Global Service di Reggio Emilia, società che si è aggiudicata l'appalto di circa 4 milioni di euro per il rifacimento dell'ospedale. Secondo quanto hanno potuto verificare, la ditta proprietaria nell'ultimo anno avrebbe eseguito diversi collaudi, l'ultimo dei quali a cavallo tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. E il verbale della verifica è stato allegato alla pratica. Ma il check-up di questo tipo di montacarichi - spiegano gli esperti - è responsabilità diretta del proprietario. In pratica non c'è nessun ente terzo in Italia che si occupi di questo tipo di macchine, come invece succede, ad esempio, per le gru. «Una zona grigia della legislatura», la chiamano gli esperti. In pratica il proprietario della macchina si presenta sul cantiere e verifica le funzioni dell'ascensore: prova il carico e poi dà l'ok. «Se si è trattato di un cedimento strutturale sarebbe servita un esame ai raggi x», si lasciano andare gli inquirenti. Infatti, quello che colpisce del crollo di lunedì mattina è che abbia riguardato soltanto il cestello mentre sia la torre che il motore dell'ascensore sono rimasti intatti.
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