Finanza
«Un progetto per la città»
Enrico Pizzi
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CANDIDATO. Giacomo Cerboni Cerboni è il sesto candidato "disponibile" per il Pdl
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GROSSETO. Un progetto per Grosseto e non contro qualcosa o alternativo a qualcuno, un progetto per far fare un cambio di passo alla città. Giacomo Cerboni, il sesto in ordine di tempo ad aver dato la propria disponibilità a candidarsi, per il Popolo della Libertà, a sindaco di Grosseto nel 2001, entra nella rosa dei "papabili" ma lo fa con un metodo e uno stile tutto suo, presentandosi con un gruppo, un progetto politico e un progetto per l'amministrazione della città. Intanto, «la candidatura di Giacomo - spiega l'ex coordinatore di Forza Italia e ex vicecoordinatore del Pdl Stefano Dragoni, che guida il gruppo che sostiene Cerboni - non è una semplice candidatura, ma è un progetto che ha radici lontane, quando, già nel 2006, poteva essere lui il candidato di Forza Italia a sindaco di Grosseto» e Dragoni lascia intendere che per Bonifazi sarebbe stata tutta un'altra storia. Quel progetto, in pratica, è stato ripreso da un gruppo di ex Forza Italia e aggiornato e alla fine hanno convinto Cerboni a fare un passo avanti. Ma perché proprio Cerboni? «Ha tutte le arte in regola - dice Dragoni - conosce bene la macchina amministrativa, unisce l'esperienza di quasi 15 anni di consigliere comunale all'entusiasmo e alla voglia di fare della giovane età (Cerboni ha 34 anni, ndr), ed ha la capacità di dialogare e di confrontarsi che è necessaria per ricompattare tutte le forze di centrodestra, che è la condizione per poter vincere» Sulle ragioni che lo hanno spinto a rendersi disponibile per una candidatura a sindaco, Giacomo Cerboni richiama sia il legame affettivo con la città che quel particolare legame cresciuto con tanti anni di impegno politico e si dice convinto che «questa città deve fare un cambio di passo generazionale, sociale e civile». Sul metodo, il suo è quello della mitezza che rifugge gli scontri verbali, del dialogo. «Non tutto dei nostri avversari è da buttare via - dice - non fosse che per il rispetto che si deve a chi, come noi, si spende per la città» e dunque il suo progetto non nasce "contro" qualcosa o qualcuno. Anche se il programma finale sarà scritto dal partito e dovrà avere il contributo di tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità a candidarsi, Cerboni alcuni punti li enuclea: politiche nuove nell'ambito della sicurezza, contro teppismo, violenza e vandalismo, nuove scelte di politiche sociali, a partire dalla rimodulazione della fiscalità per arrivare ai servizi che vengono offerti, scelte definitive sui rifiuti, perché i costi sono insostenibili e la città è sporca, accoglienza dei nuovi cittadini e delle nuove culture in un'ottica di integrazione. E se non sarà lui il candidato? «Correrò per il candidato sindaco - dice - come se fossi candidato io».
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